6 sintomi di emergenza medica da non trascurare (foto)

di Cinzia Iannaccio 1

Un sintomo è un campanello d’allarme che l’organismo attiva per indicare un problema. Nella maggior parte dei casi si tratta di segnali lievi e passeggeri, ma saper riconoscere quelli pericolosi per tempo è fondamentale, spesso per salvarsi la vita: pensiamo al dolore al petto dell’infarto o al forte mal di testa che si sviluppa in caso di emorragia cerebrale. Vediamo quindi insieme quali sono i 6 sintomi più pericolosi che assolutamente non andrebbero sottovalutati e/ o trascurati, ma che necessitano di un’intervento medico immediato.

Dolore al petto

Questo può essere di sicuro il campanello d’allarme di un infarto, soprattutto se si accompagna ad altri sintomi: debolezza, sudore freddo, nausea, senso di pesantezza allo stomaco, mancanza di fiato e dolore al braccio (leggi qui i sintomi dell’infarto nelle donne). In tali casi è importante contattare immediatamente il 118 e segnalare agli operatori la necessità di un’ambulanza per un problema cardiaco.

Mal di testa violento

 

Ovvero quella che vi sembra la peggior cefalea della vostra vita potrebbe essere sinonimo di un ictus in corso. I sintomi correlati sono diversi a seconda dell’area del cervello colpita e possono essere i seguenti: formicolio agli arti se non direttamente paralisi, intorpidimento, stato confusionale con difficoltà di concentrazione e/o di linguaggio, vertigini e/o difficoltà di equilibrio. In tutti questi casi è fondamentale chiamare il 118 o correre ad un pronto soccorso (facendosi accompagnare da qualcuno). La tempistica è fondamentale: prima si interviene e maggiore è la possibilità di salvezza dell’individuo e di ridurre al minimo i danni cerebrali.

Polpaccio gonfio e dolente al tatto

Potrebbe essere il sintomo di un coagulo di sangue, un embolo che staccandosi da questa area rischia di arrivare fino ai polmoni. Le gambe sono particolarmente suscettibili in tal senso, soprattutto se si sta a lungo seduti o sdraiati (magari anche a causa di un intervento chirurgico o durante un lungo viaggio in aereo o in macchina). Certamente il dolore al polpaccio può dipendere da tanti fattori, ma se si accompagna a gonfiore e a particolari fattori di rischio, è importante intervenire. Se in contemporanea (o dopo poco) vi è una sofferenza toracica, difficoltà di respirazione o sangue dalla bocca, occorre considerare la situazione come un’emergenza medica, un codice rosso.

Sangue nelle urine

Il sangue nelle urine è un sintomo abbastanza comune che può riguardare anche patologie che non comportano un rischio per la vita: calcoli ai reni e infezioni delle vie genitali ed urinarie sono le cause più frequenti che si accompagnano spesso a dolore (anche durante la minzione) e che vanno affrontate onde evitare complicanze nel tempo. Va considerata invece un’emergenza da diagnosticare precocemente la presenza di sangue nelle urine senza dolore: le cause in tal senso possono risiedere in un tumore in fase iniziale ( e dunque asintomatica) dei reni, della vescica, dell’uretere o della prostata.

Attacco d’asma grave che non passa

L’asma è una patologia cronica, troppo spesso sottovalutata. Eppure una crisi asmatica intensa che non cessa o non migliora nonostante la terapia del caso va considerata come un’emergenza medica. Con l’asma infatti si ha una difficoltà respiratoria tale che se prolungata eccessivamente o molto intensa, può compromettere la vita del paziente non permettendo l’arrivo di abbastanza aria ai polmoni: se dura più di qualche ora senza miglioramenti è necessario rivolgersi al pronto soccorso.

Depressione e pensieri suicidi

Con la depressione non si scherza: è una malattia seria, mortale, che può condurre al suicidio, quale apparente unica violenta possibilità di alleviare la sofferenza da parte di chi ne è colpito: non fisica ma psicologica, che non sembra avere possibilità di soluzioni alternative. Questo aspetto lo si dimentica troppo spesso. La depressione quindi soprattutto se profonda e prolungata nel tempo non va trascurata, ma affrontata con serietà e tutti i mezzi possibili sia psicoterapeutici che con farmaci.

Fonte: WebMd

Foto: Thinkstock, Flickr

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