Aviaria, Oms: nuovo ceppo più letale

di Valentina Cervelli Commenta

L’Organizzazione Mondiale della Sanità incomincia ad aprirsi sul ceppo di influenza aviaria H7N9 che in Cina ha già provocato la morte di 22 persone. Secondo gli esperti si tratta di una delle influenze aviarie più letali mai apparse.

Non solo, a quanto pare, secondo le dichiarazioni di Keiji Fukuda, assistente direttore generale dell’Organizzazione mondiale per la sanità, questo ceppo di influenza aviaria sarebbe anche uno di quelli dotato di una maggiore facilità di trasmissione da animale ad uomo, rispetto alla variante che nel 2003 in tutto in mondo ha ucciso circa 370 persone, l’H5N1. I dati registrati finora sull’H7N9 parlano chiaro: le persone contagiate nel paese orientale sono fino ad ora, da marzo scorso, 108. Il problema? Non è chiaro come l’infezione sia stata contratta, visto che al momento gli scienziati che tengono sotto controllo la situazione, studiando i vari casi, non hanno raccolto prove di un contagio tra gli esseri umani.

Nelle ultime settimane si è messa all’opera anche una squadra di ricercatori internazionali in Cina, guidata dall’Oms e dal governo cinese, ma nonostante cinque giorni di serrate analisi, nessun progresso è stato raggiunto nel determinare se sia avvenuto un contagio tra persone. Fukuda, dal canto suo e per nome dell’ente, sottolinea come la situazione permanga nella sua complessità e come sia ancora in evoluzione.

Al momento il tasso di mortalità di questo particolare ceppo di influenza aviaria è più basso rispetto alle altre varianti ciò non toglie che permanga una potenziale pericolosità, data dalla sua capacità di essere molto più letale se non opportunamente curata, rispetto al virus appartenente ad altri ceppi ed alla sua difficoltà ad essere tracciata e controllata nel pollame a causa della mancanza di segni evidenti della malattia.

Non resta che attendere nuovi sviluppi, confidando dell’attento monitoraggio che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e i governi locali stanno applicando nei confronti del virus e delle sue più dirette conseguenze.

Photo Credit | Thinkstock

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