Certificato medico porto d’armi, come si richiede

di Valentina Cervelli Commenta

Come si richiede il certificato medico per il porto d’armi?  Vediamo insieme quali sono i requisiti psicofisici minimi per  ottenere il rilascio o il rinnovo. E’ necessario sottolineare che a seconda dell’uso (caccia e sport o difesa personale, N.d.R.) si tratta di ottenere due idoneità differenti.

Chi rilascia il certificato medico porto d’armi

Il certificato medico del porto d’armi può essere rilasciato dalle strutture sanitarie militari, dalle strutture militari della polizia di stato, dagli uffici medico legali e dai distretti sanitari delle ASL, ovvero le aziende sanitarie legali. La visita potrà essere prenotata online, attraverso i siti delle strutture abilitate ove possibile o di persona o per telefono presso le segreterie del distretto di appartenenza.

Cosa serve per ottenere il certificato per il porto d’armi

Quando ci si presenta al medico autorizzato a rilasciare al porto d’armi, è necessario portare con se diversa documentazione per sottoporsi alla visita di accertamento. Per prima cosa bisognerà presentare  un certificato anamnestico che deve essere rilasciato dal medico di famiglia (non oltre i tre mesi antecedenti la domanda, N.d.R.) che dimostri che non vi siano particolari malattie o dipendenze in atto ed un auto-dichiarazione relativa ad eventuali precedenti morbosi. Saranno poi necessari la tessera sanitaria, un documento di riconoscimento ed il pagamento di 40,99 euro della visita all’ufficio competente e quello di una marca da bollo di 16 euro.

Requisiti per ottenere il certificato di porto d’armi

Secondo le indicazioni della legge del 28 aprile del 1998 il richiedente dovrà rispondere ai seguenti requisiti:

1) Requisiti visivi: acutezza visiva non inferiore a 8/10 per l’occhio raggiunta anche con lenti a contatto (anche associate ad occhiali, N.d.R.) e senso cromatico sufficiente con percezione dei colori fondamentali.

2) Requisiti uditivi: soglia uditiva non superiore a 30dB nell’orecchio migliore o percezione della voce di conversazione con fonemi combinati a non meno di sei metri di distanza, anche con protesi acustica.

3) Adeguata capacità funzionale degli arti superiori e della colonna vertebrale.

4) Assenza di alterazioni neurologiche  che interferiscano con lo statico di vigilanza o siano invalidanti per ciò che riguarda l’aspetto motorio.

5) Assenza di disturbi mentali, di personalità o comportamentali ed assenza di dipendenza da sostanze stupefacenti, psicotrope e da alcool, o uso sporadico degli stessi.

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Fonte | Asl MilanoEarmi

Photo Credit | Thinkstock

 

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