Affanno, cause, sintomi correlati e cosa fare

di Ivan Zilla Commenta


L’affanno è una condizione caratterizzata da una respirazione difficoltosa, comunemente causata da una patologia dell’apparato respiratorio. Conosciuto anche come fiato corto o dispnea (in gergo medico), l’affanno si manifesta attraverso la particolare sensazione di non riuscire a mantenere una ventilazione polmonare adeguata. Scopriamo insieme quali sono le cause e sintomi del disturbo e come comportarsi per prevenirlo e porvi rimedio.

Affanno, sintomi e cause

L’affanno può essere causato da una stenosi bronchiale, ovvero dal restringimento delle vie aeree superiori, ma anche dalla presenza di corpi estranei che ostruiscono i condotti respiratori. Altre cause plausibili sono l’asma, la bronchite, la polmonite, l’enfisema, la BPCO e il tumore del polmone.

Oltre al comune affanno respiratorio, sappiamo che questo disturbo può avere anche origine cardiaca. Si parla in tal senso di “affanno cardiaco”, correlato a cardiopatie (patologie del cuore) come la tachicardia, l’ipotensione, la sindrome coronarica o l’insufficienza cardiaca. Questa particolare tipologia di dispnea (dispnea cardiaca), si manifesta inizialmente in condizioni di stanchezza, a seguito di uno sforzo fisico eccessivo; successivamente, con l’evoluzione della cardiopatia annessa, si può presentare anche a riposo

Più raramente, l’affanno può scaturire anche da una lesione a carico del sistema nervoso, causata da traumi, emorragie o tumori. Tra le possibili cause di affanno troviamo anche patologie neuromuscolari gravi come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) o la miastenia gravis.

Non sono rari, invece, i casi di affanno correlati a fattori psichici. I pazienti, soprattutto se affetti da nevrosi, isteria o ansia patologica, possono sviluppare malessere generalizzato e quindi affanno. Sensazioni che possono evolvere in veri e propri attacchi di panico.

Favoriscono l’insorgere della dispnea e ne aggravano i sintomi il fumo di sigaretta e le condizioni che sottopongo il paziente a un particolare stress fisico, come l’età avanzata o la gravidanza.

Qualsiasi sia la causa dell’affanno, i sintomi rimangono gli stessi: la preoccupante sensazione di non riuscire ad assimilare la quantità d’aria sufficiente ad ossigenare in modo adeguato l’organismo. Una sensazione che – soprattutto nei soggetti predisposti – può generare ansia, che a sua volta può peggiorare i sintomi, in un pericoloso circolo vizioso.

Affanno, i consigli di prevenzione

In linea generale, chi soffre di affanno ricorrente dovrebbe eliminare il fumo di sigaretta ed evitare il più possibile le condizioni di stress psicofisico. Gli anziani e le donne in stato di gravidanza (soprattutto negli ultimi mesi), dovrebbero riposare in modo adeguato, soprattutto a seguito di uno sforzo fisico eccessivo. In condizioni cliniche particolari, anche le attività fisiche più semplici possono stancare: ognuno di noi è tenuto a fare un’attenta valutazione dei propri limiti e comportarsi di conseguenza.

Ricordiamo inoltre che uno stile di vita sano, protratto nel tempo, aiuta a prevenire tutte le patologie che causano affanno. L’attività fisica, praticata ogni giorno, sin dalla giovane età, mantiene cuore e polmoni in forma e aiuta anche a combattere l’ansia perché aumenta i livelli di autostima.

Affanno, i rimedi

Come visto in precedenza, l’affanno può avere origine respiratoria, cardiaca, nervosa o psichica. Per far fronte al disturbo è dunque necessario effettuare una diagnosi corretta dei sintomi e individuare la cura più adeguata. In tal senso è indispensabile rivolgendosi a un medico di base e poi, se necessario, allo specialista.

Nei casi meno gravi, per combattere ansia, stress, tachicardia e iperventilazione, è possibile ricorrere ad alcuni efficaci rimedi naturali. L’omeopatia può venirci incontro con i fiori di Bach, più in particolare con l’estratto di Agrimonia. Possono inoltre rivelarsi utili preparati come l’arnica in caso di affanno da sforzo, il carbone vegetale per l’affanno che si presenta dopo i pasti e la grindelia quando il disturbo si presenta prima di addormentarsi.

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Foto: Thinkstock

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