Fertilità maschile, bicicletta sotto accusa

di Paola Commenta

 Preferire la bicicletta all’auto e ai mezzi pubblici per spostarsi e per andare a lavoro è una scelta salutare per l’uomo e per l’ambiente. Fare attività fisica, anche moderatamente, ma costante nel tempo, per almeno 20 minuti al giorno, indubbiamente fa bene all’equilibrio psicofisico e questo ci dicono i tanti studi e le numerose ricerche sull’argomento. Ma non è tutta salute quella che luccica e farà discutere non poco lo studio della Boston University sulla relazione tra problemi di fertilità e bicicletta, pubblicato dalla rivista di divulgazione scientifica Fertility and Sterility, e che imputa alle due ruote un rischio maggiore di scarsa motilità degli spermatozoi.

Stando a quanto affermano gli autori della ricerca andare in bicicletta può esporre anche i ciclisti non professionisti a delle maggiori probabilità di un incremento dei fattori di rischio che minano la fertilità maschile, in primis la sopra citata scarsa motilità degli spermatozoi.
L’aumento del rischio, stando a quanto affermato dagli esperti, riguarderebbe chi trascorre più di cinque ore a settimana sul sellino, professionisti delle due ruote e non.

I dati che hanno portato a queste conclusioni si basano su test compiuti su un campione di 2.261 uomini, tutti soggetti con problemi di fertilità che si erano rivolti ad una clinica per la fecondazione assistita tra il 1993 ed il 2003. Nel questionario compilato figuravano domande sulle attività sportive praticate. Ebbene, è risultato che chi andava spesso in bicicletta, rispetto ad un uomo sedentario, aveva ben il 31 per cento di probabilità di avere una bassa conta degli spermatozoi, percentuale che nei sedentari si abbassava al 25%.
Per quanto riguarda invece il rischio di una scarsa motilità spermatica la percentuale era del 40 per cento contro il 27%.
Gli altri sport non hanno fatto registrare rischi significativi. Gli autori stessi frenano però da quella che sarebbe una facile interpretazione di questi dati, spiegando che

E’ comunque ancora presto per trarre conclusioni, soprattutto perché il gruppo studiato era fatto di uomini che si erano rivolti a una clinica per la fertilità, e quindi con una maggiore probabilità di avere problemi. Per avere conferme bisognerà ripetere la ricerca su un campione più ampio.

[Fonte: Agi Salute]

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