I pediatri della FIMP dicono stop all’obesità infantile, ecco come

di Cinzia Iannaccio 0

E’ in corso in questi giorni a Torino il V° Congresso Nazionale della FIMP Federazione Italiana Medici Pediatri che quest’anno ha scelto un titolo giocoso e particolare: “Assistenti di volo, prepararsi al decollo”. L’ironia deve essere parte integrante di un lavoro di squadra che comprende genitori ansiosi e bambini, ma con la dovuta concretezza d’azione. Non a caso infatti i pediatri della FIMP si sono proposti di accompagnare i propri piccoli pazienti nel percorso di crescita sano (esattamente come fa un assistente di volo durante un viaggio aereo). Ma come?

I medici in questione non hanno dubbi: insegnando a tutti i partecipanti le regole di base di uno stile di vita sano. A partire dal controllo del peso. E su questo non si scherza, perché l’obesità infantile è una piaga che va debellata, con l’educazione alimentare e l’attività motoria. Ha spiegato in apertura del congresso Giuseppe Mele, presidente della Fimp:

“Ci sarà una manifestazione dedicata allo sport, perché la sedentarietà ha un ruolo determinante nell’obesità, e studieremo diete ad hoc per i bimbi a rischio. L’obesità infantile sta aumentando specie nelle regioni del sud: già dai primi mesi di vita bisogna incidere sull’alimentazione, fornendo informazioni corrette alle famiglie. Per questo lo scorso anno abbiamo istituito una Scuola di formazione, sotto l’egida del Ministero della Salute, formando oltre duemila pediatri, proponendoci di formarne altrettanti nei prossimi anni”.

L’iniziativa è lodevole, perché è ai medici di famiglia che spetta poi l’onere di dare le corrette indicazioni alle mamme e ai papà, ma soprattutto di verificare che queste siano messe in pratica, attraverso le visite di controllo periodiche, i cosiddetti bilanci di salute. Tutto questo perché ormai è comprovato scientificamente che un bimbo con eccesso di peso sarà un adulto obeso e con parecchi problemi di salute, come il diabete o altri disturbi cardiovascolari.

“Mi auguro inoltre che il cambio di stile di vita coinvolga in primis anche i genitori, in modo che riescano ad avere un rapporto più diretto e stretto con i propri figli”, ha concluso Mele.

Come non condividere? Ricordate cari genitori amici di Medicinalive che senza l’esempio le regole non servono

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