Menopausa preoce, un nuovo metodo per sapere quando è in arrivo

di Tippi Commenta

Un gruppo di ricercatori scozzesi delle Università di St. Andrews, Glasgow ed Edimburgo nel Regno Unito, ha scoperto un nuovo metodo in grado di rivelare se la menopausa precoce è in arrivo.

Sapere se la menopausa è in arrivo, e quindi se si sarà ancora fertili, un’informazione estremamente preziosa per programmare, ad esempio, una gravidanza. Il segreto, assicurano gli esperti, risiede tutto nel cosiddetto ormone sessuale antimulleriano /AMH), i cui livelli sarebbero in grado di predire la capacità o meno di produrre ovuli.

Il team di ricercatori, ha tenuto sotto osservazione l’attività ormonale di 3.200 donne in buona salute, e come si modificasse con l’avanzare dell’età. I dati raccolti, possono essere utilizzati come parametro per valutare il potenziale di fertilità e per stabilire se si è a rischio di menopausa precoce o se a seguito di qualche cura, come quelle per il tumore, la produzione degli ormoni possa essere stata intaccata causando infertilità.

Nella donna, così come accade nell’uomo, la fertilità raggiunge il suo picco tra i 20 e i 25 anni, per poi iniziare a diminuire gradualmente. Tuttavia, la fertilità maschile ha la tendenza a conservarsi con il passare del tempo, mentre quella femminile resta stabile solo fino ai 30 anni, con un primo netto calo sopra i 35 e un calo ancora più drastico dopo i 40. I dati raccolti dagli studiosi, perciò, serviranno come media per stabilire quale dovrebbe essere la situazione ormonale di una donna sana e tutto quello che esula da tali parametri dovrebbe invitare al dubbio e suggerire una modifica nella capacità riproduttiva.

Come ha spiegato il dottor Tom Kelsey, della St Andrews:

Questo studio ci offre ora il livello ormonale che ci si aspetterebbe di trovare in una donna normale in buona salute.

Poter sapere per quanto tempo si sarà ancora fertili, perciò, potrebbe avere un duplice vantaggio, da un lato sarebbe possibile scoprire eventuali problemi legati alla produzione di ormoni, e dall’altro fornire un motivo in più per non ritardare eccessivamente la maternità.

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