Sindrome grigia

di Marco Mancini 1

Sindrome grigia

La sindrome grigia infantile è una condizione pericolosa che si verifica nei neonati (soprattutto prematuri) a cui viene dato un medicinale chiamato cloramfenicolo.

CAUSE: Il cloramfenicolo è un farmaco usato per combattere le infezioni batteriche, come la meningite. Se dato ad un neonato, tuttavia, alte dosi di questo farmaco possono innescare una reazione potenzialmente mortale.

I bambini non hanno gli enzimi (speciali proteine ​​nel corpo) necessari per abbattere questo farmaco. Il farmaco si accumula nel sangue del bambino e può portare a:

  • Labbra, unghie e pelle blu per mancanza di ossigeno nel sangue (cianosi);
  • Morte;
  • Pressione sanguigna bassa.

SINTOMI: I sintomi di solito iniziano 2-9 giorni dopo che il trattamento viene avviato. Essi includono:

  • Mollezza del corpo e colore grigio cenere;
  • Collasso cardiovascolare;
  • Cianosi;
  • Pressione arteriosa bassa (ipotensione);
  • Bassa temperatura corporea (ipotermia);
  • Vomito, rifiuto di succhiare, passaggio di feci verdi sciolte.

TERAPIA: L’overdose del farmaco può essere trattata con una trasfusione di scambio che prevede la rimozione di porzioni di sangue del bambino e la loro sostituzione con del sangue donato.

PREVENZIONE: Il cloramfenicolo non è dato generalmente ai neonati o ai bambini prematuri. Può essere somministrato in modo sicuro a dosi più basse. Tuttavia, con i nuovi farmaci a disposizione per le infezioni batteriche, l’uso del cloramfenicolo è diminuito drasticamente.

Il cloramfenicolo può anche essere trasmesso ad un neonato attraverso il latte materno, e quindi può essere pericoloso perché la madre che lo prende può trasmetterlo durante la gravidanza e l’allattamento. Non assumere questo farmaco senza consultare il proprio medico se si è in gravidanza o in fase di allattamento.

[Fonte: Ny Times]

Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.

Photo Credits | Thinkstock

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