Arsenico, quando diventa veleno e rischi per la salute

di Valentina Cervelli Commenta

Quali sono le principali fonti di arsenico che mettono a rischio la nostra salute? E gli effetti sull’organismo? Scopriamolo insieme, comprendendo anche come evitare di assorbire questo metallo pesante deleterio per il nostro benessere.

arsenico

Fonti di arsenico

L’arsenico è un metallo pesante molto diffuso: non si deve dimenticare che è parte dei componenti della crosta terrestre e che si può venirne a contatto sia attraverso l’aria, l’acqua e per l’appunto il terreno. Specialmente negli ultimi anni, in molte parti del globo l’intossicazione da arsenico si è diffusa a causa della contaminazione di falde acquifere e la seguente esposizione attraverso l’assunzione di acqua o cibi contaminati. Anche il fumare tabacco pone le persone a immettere nel proprio organismo delle quantità tossiche di arsenico. E’ la natura stessa delle fonti di questo metallo a rendere difficile una prevenzione ottimale rispetto a questa esposizione, soprattutto se non vengono messi in atto controlli esaurienti ed esaustivi.

Effetti dell’arsenico

La contaminazione da arsenico ha diversi effetti sul corpo umano: l’intossicazione acuta, ad esempio, causa attacchi di diarrea, vomito e dolori addominali, accompagnati da addormentamento e pizzicore delle estremità e crampi muscolari. Nei casi più gravi si può arrivare addirittura alla perdita della vita. Differenti sono gli effetti registrabili sul lungo termine. La prima cosa che si nota quando una persona è continuamente contaminata da arsenico è il cambiamento dell’epidermide. Parliamo di modifiche della pigmentazione, lesioni e ipercheratosi di mani e piedi che possono rappresentare, in 5 anni, un precursore del cancro della pelle.

 

Possono poi manifestarsi problemi a livello neurologico, diabete, problemi polmonari e cardiaci. Addirittura l’infarto del miocardio. Nelle donne incinte la continua e lenta esposizione all’arsenico può condurre a mortalità infantile ed a problemi di sviluppo cognitivo nel bambino. E’ necessario non sottovalutare i problemi che questo metallo può causare e prendere provvedimenti per salvaguardare la propria salute.

Fonte | OMS

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