Liquido amniotico ridotto o verde, perchè?

di Valentina Cervelli Commenta

Liquido amniotico ridotto o verde, perché accade? Esso compone nell’utero l’habitat nel quale il feto si sviluppa. La sua funzione è proteggere il piccolo da traumi ed infezioni. Vediamo insieme a cosa corrisponde il suo essere scarso e il suo avere una strana colorazione.

Liquido amniotico ridotto o scarso

E’ importante premettere che il liquido amniotico nell’utero è in costante cambiamento. Esso aumenta secondo certi standard nel corso della gestazione per diminuire verso la fine. Dal terzo-quarto mese di gravidanza è il feto a regolarne l’andamento che con le sue secrezioni polmonari e l’urina contribuisce a gestirne i livelli. Esso in generale è però regolato da forze osmotiche ed idrostatiche, dall’idratazione della mamma, dal corretto sviluppo renale del bambino e da ormoni come prostaglandine e prolattina.

Quando il liquido amniotico è scarso si parla di oligodramnios. La gravidanza in questo caso può procedere normalmente o possono verificarsi complicanze. Esso di solito avviene quando vi è un malfunzionamento della placenta, quando si rompono le membrane, quando la donna è disidratata o in caso di forte stress della stessa.  In questo caso l’AFI o indice di fluido amniotico è tra 50 ed 80 mm. Per evitare spiacevoli conseguenze per la gravidanza ed il feto, la terapia prevista in questo caso è l’idratazione attraverso delle flebo, specifiche terapie orali e nei casi più gravi l’allettamento. Vi è bisogno poi di seguire una dieta bilanciata e di bere la giusta quantità di acqua.

 

Liquido amniotico verde

Quando si parla di liquido amniotico verde si chiama in causa quello che in gergo medico è chiamato liquido amniotico tinto:  esso è verificabile al momento della rottura delle acque. Se è opaco e come anticipato di colore verdastro o quasi nero ed è poco fluido significa che è fortemente contaminato da meconio, le feci del bambino. Al momento del travaglio lo stesso dovrebbe essere limpido e puro. E’ un segno di sofferenza fetale e nello specifico di ipossia, la quale rappresenta lo stimolo all’emissione di queste scorie.

Fonte | American Pregnancy Association

Photo Credit | Thinkstock

 

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