Parigi, la macchina dei soccorsi

di Valentina Cervelli Commenta

Gli attacchi terroristici a Parigi di questa notte hanno evidenziato, nonostante il dolore, come la Francia sia organizzata per ciò che concerne la macchina dei soccorsi. E con questo non intendiamo semplicemente l’egregio lavoro delle ambulanze e dei soccorritori subito dopo gli attentati, ma l’intera gestione dell’emergenza.

E’ proprio “emergenza” è la parola chiave di tutto. L’assistenza sanitaria parigina è infatti pensata per funzionare in modo differente in queste situazioni. Lo è per i casi più gravi che occorrono in tempi privi di pericolo, ed ha mostrato la sua validità in questi momenti davvero difficili.  Non tutti sanno che in caso di emergenza infatti, secondo la legge francese non è importante avere una assicurazione sanitaria e che a prescindere dalla loro provenienza le persone vengono curate con la massima attenzione senza che venga richiesto loro niente.

Non solo: la macchina dei soccorsi francese è organizzata in modo tale da dare la precedenza alle vittime degli attentati terroristici in tutte le strutture ospedaliere. Quando avvenimenti come quelli di questa notte hanno luogo il personale sanitario viene messo in allerta ed i turni dello stesso vengono modificati a seconda delle necessità: vengono richiamati i medici e gli infermieri dalle ferie o dai giorni di riposo e tutte le operazioni chirurgiche considerabili “non salvavita” vengono rimandate. In modo contestuale cambia anche la gestione dei servizi “accessori” dell’assistenza sanitaria. Un esempio? Gli attentati hanno portato ad un grande utilizzo di trasfusioni di sangue: i centri di raccolta stanno lavorando no-stop per garantire rifornimenti adeguati. In tal senso va fatto anche un plauso alla popolazione francese, la quale ha affollato i centri di raccolta di materiale ematico a tal punto di creare lunghissime file di donatori pronti a dare il proprio contributo.

L’intera macchina dei soccorsi è ideata per dare la giusta assistenza a chi ne ha bisogno e ne ha dato prova. Non avremmo mai voluto però averne conferma in questo modo.

Photo Credits | hxdbzxy / Shutterstock.com

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