Rifiuta chemioterapia per cura con ortiche, muore donna

di Valentina Cervelli Commenta

Rifiuta chemioterapia per cura con ortiche: una giovane donna muore a Rimini. Fino a quale limite è possibile spingere la libertà di cura quando è coinvolta una malattia grave come un cancro? E’ una domanda che bisogna porsi davanti a questi ultimi casi di cronaca.

Prima la giovane ragazza di 18 anni (morta qualche giorno fa, il suo caso ha creato scalpore perché non è stata sottoposta alle cure necessarie alla sua malattia a favore di approcci alternativi, N.d.R.), ora una donna di 34. Il caso è stato riportato dal Resto del Carlino di Rimini. La prima paziente era affetta da leucemia, la seconda da cancro al seno. In entrambi i casi sono coinvolte le teorie del dottor Hamer. In questo caso, da ciò che è emerso, i rimedi utilizzati dalla paziente sono constati in impacchi di ricotta e decotti di ortica. E per quanto la medicina naturale possa essere un ottimo coadiuvante delle classiche cure ospedaliere essa deve essere sempre considerata, secondo gli esperti, come un qualcosa di aggiuntivo e non di alternativo alla chemioterapia ed alla radioterapia. Intervistato da Repubblica, il medico che ha operato la donna di tumore al seno ha sottolineato che quello della paziente era un tipo di tumore guaribile e che la mancanza del ciclo di chemio che avrebbe dovuto seguire l’intervento ha avuto le sue conseguenze.

Nonostante i tentativi della famiglia e dei medici, la donna ha poi rifiutato interventi chemioterapici anche quando le metastasi si erano ormai diffuse. Questo è un caso, ovviamente. Il problema reale è rappresentato dalla presa che teorie più o meno campate in aria sulla salute riescono ad avere sulle persone malate. Un’alimentazione sana e dell’attività fisica, prediligendo alimenti dai nutrienti benefici per la salute sono ovviamente da preferire ad una dieta scorretta e non equilibrata. Ma non possono bastare a curare un tumore o malattie gravi.

Le teorie del dott. Hamer, grazie anche ad alcuni famosi testimonial sono più diffuse di quanto si creda. Ma non sono efficaci tanto quanto viene pubblicizzato. E’ importante che davanti a casi di specifiche patologie, nel rispetto ovviamente del paziente, si possa tentare di agire al meglio intervenendo con cure adeguate almeno al momento del ricovero.

Photo Credit | Pixabay

 

 

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