Ringiovanire si può, lo dice la scienza: prove sull’età biologica

di Daniele Pace Commenta

Per il momento si tratta di un esperimento su sole nove persone, tra i 51 e 65 anni, che sono ringiovanite di 36 mesi, come certifica la ricerca dell'Università della California.

La scienza è riuscita a dimostrare che si può tornare indietro nel tempo e ringiovanire l’età biologica. È il primo risultato al mondo che dimostra come si possa ringiovanire grazie ad un cocktail di farmaci.

Per il momento si tratta di un esperimento su sole nove persone, tra i 51 e 65 anni, che sono ringiovanite di 36 mesi, come certifica la ricerca dell’Università della California. Lo studio del genetista Steve Horvath è stato pubblicato da Aging Cell, ma si tratta di un’analisi preliminare che non era seguita da un gruppo di controllo. Andranno fatte dunque altre analisi per stabilire fino a che punto la genetica possa spingersi in questo campo.

I primi ad essere sorpresi sono gli stessi scienziati che hanno condotto gli esperimenti, in quanto avevano ipotizzato un rallentamento dell’avanzare dell’età biologica, e invece hanno assistito ad una inversione.

La ricerca

Si era partiti per capire se l’ormone della crescita poteva riattivare i tessuti nella ghiandola del timo, un organo dedito alla risposta immunitaria, che inizia a deperire già in adolescenza. I primi esperimenti sugli animali, avevano mostrato un rallentamento, ma anche una maggiore incidenza del diabete, a causa dell’ormone della crescita.

Per questo, nella sperimentazione sull’uomo, gli scienziati hanno inserito dei farmaci per combattere il diabete. Le analisi genetiche hanno mostrato il ringiovanimento dei geni, e la sostituzione del grasso con nuovi tessuti nella ghiandola obbiettivo.

È proprio la comparsa e poi l’aumento del grasso, a partire dall’adolescenza, che disattiva la ghiandola, che forse ora può essere presa come l’organo dell’eterna giovinezza.
Nonostante la sperimentazione abbia coinvolto un campione troppo esiguo per costituire una certezza, i genetisti di tutto il mondo sono in fermento, perché si tratta della “la prima prova diretta sull’uomo e fa sperare che la sperimentazione si possa allargare, includendo un numero maggiore di individui”.
Inoltre, la sperimentazione ha avuto un effetto secondario non affatto trascurabile, perché i segni dell’invecchiamento a livello genetico sono stati cancellati dal Dna. In pratica ai geni è stato fatto il lifting, e le rughe sono sparite dal Dna. Ovvero non ci sono più quei cambiamenti genetici tipici dell’invecchiamento.

Ed essendo il sistema immunitario soggetto all’invecchiamento, anche questo è notevolmente migliorato, per effetto del ringiovanimento.

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