Ticket sanitario, lo scandalo degli esenti che pagano

di Valentina Cervelli Commenta

Pensate che l’esenzione dal ticket consenta di non pagare analisi di laboratorio o altri esami? Beh, dovrete ricredervi purtroppo. Almeno a Roma dove presso l’Ospedale San Pietro o si rientra tra i primi 25 numeri in fila, o nonostante le proprie certificazioni si è costretti a pagare.

Vi suona strano? Anche a noi, ma il servizio di Striscia la Notizia a riguardo parla dannatamente chiaro. L’esenzione dal ticket è valida solo per i primi 25 pazienti. Gli altri, anche se non spetterebbe loro di pagare sono costretti a farlo se vogliono essere sottoposti alle visite prenotate. Questo accade perché la Regione Lazio non riesce a sostenere le spese della Sanità ed invia meno soldi agli ospedali che per far fronte alla gestione sono costretti a tagliare dove possono, andando ancora una volta a scapito del paziente e della sua salute.

Fino a qualche giorno fa i pazienti con esenzione che potevano ottenere ciò che spettava loro senza spendere un centesimo era pari a 60. E’ evidente che il sistema sia al collasso. Ed è proprio questo il momento nel quale Regione e Stato dovrebbero fare di tutto per eliminare i loro sprechi e tentare di salvare una situazione davvero condotta allo stremo. Dall’ospedale, d’altro canto, fanno sapere di non potere fare altrimenti per riuscire comunque a sostenere le spese che consentono loro di dare un servizio serio ed accurato al cittadino.

Sebbene le ragioni alla base di questo comportamento possano sembrare plausibili, rimane il fatto che centinaia di persone esenti per reddito o patologia sono costrette ad alzarsi ad orari assurdi per riuscire ad accaparrarsi il bigliettino “giusto”. Disoccupati o pensionati che si trovano a pagare fino a 106 euro per un controllo rappresentano un vero e proprio scandalo all’interno di un settore che deve essere assolutamente rivisto. Per far sì che la salute dei cittadini sia tutelata in maniera effettiva.

 

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