Batterio killer, arriva il conservante che lo uccide nei cibi

di Valentina Cervelli 2

 Negli ultimi mesi l’Europa, a periodi alterni è stata praticamente tenuta “sotto scacco” da alcune infezioni da escherichia coli che nella sola Germania hanno causato la morte di più di 50 persone.  Un batterio spesso legato alla cattiva conservazione dei cibi, al pari di quello della salmonella, di cui si ritiene sia attualmente in giro una versione resistente agli antibiotici. In tal senso si inserisce una buona notizie: la scoperta del Bisin, un conservante naturale.

SI tratta del prodotto di alcuni batteri innocui, nello specifico di una “coltura” presente naturalmente nel corpo umano  (il Longum Bifodobacterium) che può essere utilizzata con successo nella conservazione degli alimenti. Questo è cio che sostengono il dott. Dan Sullivan ed il suo team di ricercatori dell’Università del Minnesota. Sembra infatti che questo conservante naturale sia capace di mantenere “fresco” il cibo anche per diversi anni di seguito. Senza contare la sua capacità di distruggere batteri definibili “killer” come per l’appunto l’escherichia coli e la salmonella.

Secondo gli scienziati statunitensi autori dello studio, il Bisin potrebbe rivelarsi una valida alternativa ai conservanti chimici, sia per le sue possibilità di protezione dei confronti di contaminazione che per la sua capacità di conservazione. Ed in quanto estremamente naturale non rischia di creare problemi di tollerabilità.

Spiega il dott. Dan Sullivan:

Sembra essere  molto meglio di tutto ciò che è stato usato prima. Non compromette la qualità dei nutrienti perchè non si aggiunge una sostanza chimica, ma stiamo aggiungendo un ingrediente naturale.

Gli scienziati hanno già brevettato tale scoperta negli Stati Uniti. Ma attenzione: le capacità del Bisin non sono ottimali per ciò che riguarda il mantenimento di frutta e verdura. La ricerca continua per capire fin dove si estende la potenza di conservazione del batterio, al fine di sviluppare un corretto e serio utilizzo dello stesso per ciò per cui sembra essere stato creato: conservare.

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Fonte: La Stampa

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