Retina artificiale organica: un traguardo italiano

di Valentina Cervelli 7

Retinite pigmentosa, cecità, disturbi della retina. Forse il momento per abbatterle definitivamente è più vicino di quanto si pensi. Un gruppo di ricercatori italiani ha infatti creato una retina artificiale perfettamente funzionante.

La notizia verrà ufficializzata in tutto il mondo attraverso la pubblicazione dello studio relativo sulla rivista Nature Communication, una delle più importanti del settore chimico, fisico e biologico.

Autori dell’invenzione che rischia di cambiare definitivamente in meglio la vita di molte persone sono gli scienziati del Dipartimento di Neuroscienze e Neurotecnologie (NBT),  quelli del Centro di Nanoscienze e Tecnologie dell’Istituto Italiano di Tecnologia, ed i ricercatori del Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano.

Un lavoro di equipe straordinario basato tutto sulla volontà di porre fine ai problemi di funzionamento della retina umana. La ricerca, coordinata dal prof. Guglielmo Lanzani è stata in grado di mettere a punto, artificialmente, le cellule che compongono la retina. Quest’ultima è composta da tanti piccoli coni e bastoncelli, dei fotorecettori neuronali che captano i segnali luminosi ( e quindi le immagini che i nostri occhi vedono) e li trasformano in impulsi elettrici che raggiungono attraverso il nervo ottico il nostro cervello, il quale le elabora.

Come è facilmente intuibile qualsiasi difetto o mancanza di questi fotorecettori apportano alla nostra vista difetti o cecità.

Gli scienziati, utilizzando un materiale organico semiconduttore dal nome rr-P3HT:PCBM frammisto a delle interfacce di tipo artificiale sono riusciti a creare una sorta di “circuito” in grado di captare i segnali luminosi e convertirli, come avviene in una normale retina, in impulsi elettrici, stimolando l’attivazione dei neuroni.

Spiega il prof. Lanzani:

L’utilizzo di questo materiale organico semiconduttore è stato decisivo nel superare diversi problemi . Il fatto di essere organico lo rende soffice, leggero e flessibile, garantendo una buona biocompatibilità ed evitando complicazioni ai tessuti circostanti. Inoltre, essendo un polimero semiconduttore, ha la capacità di trasmettere impulsi elettronici e ionici senza una grande dispersione di calore, che potrebbe causare diversi danni al sistema nel suo complesso.

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Fonte: Agi Salute

Commenti (7)

  1. spero che questa ricerca possa continuare e dare a breve speranze concrete a chi come me ha seri problemi di distrofia retinica bravi continuate e grazie tenetemi informata grazie

  2. Salve, volevo sapere se il composto rr-P3HT:PCBM è già stato testato su dei pazienti e ha avuto dei risultati positivi o se è ancora in via sperimentale? Grazie Cordiali Saluti

  3. E’ una cosa altamente positiva, finalmente qualcosa che se veramente concreto potrà portare la gioia a molte persone cieche o ipovedenti

  4. volevo sapere se la retina artificiale è già stata impiantata sull’uomo o è ancora in via sperimentale. mio marito ha una retinopatia grave non vede quasi più e spera nelle cellule staminali….ma??!!!

    1. Salve, un trapianto di questa tipologia è stato effettuato a Pisa, ne abbiamo parlato quima in tutta onestà penso solo in via sperimentale. Forse le converrebbe, magari anche tramite il suo medico, tentare di prendere contatti in modo da verificare se sia possible essere immessi magari in un protocollo sperimentale. Spero di esserle stata utile.

  5. sono un papa’ di un bambino che all’ospedale gli hanno fatto un torto, per un’errore e non tempestiva diagnosi mio figlio ha perso per sempre l’occhio destro,sono costretto ad andare da medici privati in italia e anche all’estero in cerca di qualcuno che puo’ salvare l’occhio.

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