Emergency: medicina contro la guerra

di Cinzia Iannaccio 2

9 dipendenti di Emergency sono stati arrestati. Tra questi 3 italiani. E’ successo in Afganistan, dopo il ritrovamento di esplosivi all’interno dell’ospedale creato dall’associazione a Lashkar-gah. L’accusa è quella di avere complottato per uccidere il governatore della provincia di Helmand. Gino Strada ha dichiarato

«E’un rapimento mascherato da arresto. È iniziata una guerra preventiva per togliere di mezzo un testimone scomodo prima di dare il via ad un’offensiva militare in quelle regioni».

Emergency è sempre stata vista come un “disturbo” in quei luoghi, un qualcosa da combattere, ma con il suo lavoro è riuscita a dare fiducia alle vittime quotidiane di una guerra orribile e senza limiti. Per questo è ancora più scomoda. Ma chi sono i tre volontari italiani?

Marco Garatti, chirurgo, bresciano di 49 anni. Collabora con l’associazione di Strada dal 1999 e dal 2009 è coordinatore di progetto. Matteo Dell’Aira, infermiere, classe 1969. Dal 2000 lavora con Emergency e dal febbraio 2010 è responsabile medico del centro di Laskhar gah. Matteo Pagani Gauzzugli Bonaiuti, è il più giovane, romano di soli 29 anni. Da novembre è il responsabile logistico amministrativo del medesimo ospedale.

Di cosa si occupavano lo troviamo scritto nelle pagine del sito di Emergency:

Il Centro chirurgico di Lashkar-gah, capoluogo della provincia meridionale di Helmand, è stato aperto nel settembre 2004 per portare cure alle vittime della guerra e delle mine antiuomo. E’ dedicato al giornalista e uomo di pace Tiziano Terzani, garantisce assistenza chirurgica di alta qualità ad una popolazione numerosa, dove non esistono strutture sanitarie gratuite.

All’ospedale è collegato anche il posto di primo soccorso di Grishk, tramite un servizio di ambulanza attivo 24 ore su 24. Oltre un terzo dei pazienti ricoverati nell’ospedale di Lashkar-gah ha meno di 14 anni.

Dall’inizio delle attività a dicembre 2009: sono state effettuate 56.900 visite ambulatoriali, 10.015 ricoveri, 11.662 interventi chirurgici. Solo nell’ultimo anno Sono state ricoverate 2.309 persone, il 41% bambini; 1.064 di loro sono arrivati all’ospedale a causa della guerra; 1.904 invece gli interventi chirurgici per questo motivo su 3.019 del totale. Emergency è presente in Afganistan dal 1999 con tre centri chirurgici, un centro di maternità, una rete di 28 centri sanitari”.

E’ stata fondata da Gino Strada nel 1994. E’ un’associazione umanitaria impegnata a portare aiuto alle vittime civili delle guerre e della povertà. Da allora è intervenuta in 15 paesi. Tutte le strutture sono progettate, costruite e gestite da staff internazionale specializzato, impegnato anche nella formazione del personale locale. Finora ha curato oltre 3.663.738 persone.

Lavorando sugli effetti della guerra, sin dalla sua fondazione Emergency si impegna nella promozione dei valori di pace. Per questi motivi e 1000 altri vogliamo difendere l’operato di quegli uomini, volontari che lavorano per Emergency. Operatori sanitari che quotidianamente vedono arrivare donne e bambini feriti da una bomba esplosa in un mercato. Sul sito la testimonianza di Matteo, uno dei “rapiti”, nel racconto di comuni giorni di guerra.

[Fonte: Emergency]

Commenti (2)

  1. speriamo sia dimostrata il prima possibile l’innocenza di Emergency in modo ke possa riprendere la sua lodevole attività e vengano cos’ fermati gli attacchi ke partono da ogni parte,nn ultimo quello del TIMES
    http://www.loccidentale.it/articolo/caro+gino+strada,+adesso+hai+capito+quant'è+forcaiolo+e+razzista+il+times.0089269

  2. @ lotarino:Non servono dimostrazioni. Solo scarcerazioni.
    Più che altro mi dispiacciono gli attacchi che Emergency si becca da anni dall’Italia. In troppi da tutte le parti non condividono le attività di un’associazione che poco ho niente (probabilmente) ha chiesto ai politici, che si è creata uno spazio importante con l’ impegno e il sacrificio di tutti i collaboratori e che ha un unico difetto: contestare la guerra in tutte le sue forme. Hai letto il diario, le testimonianze sul sito? Cronache di un ospedale di guerra! I chirurghi che operano le ferite di una bomba, o di un mitra, hanno il diritto di chiamare le cose col loro nome: è guerra anche se è presente il contingente della Nato, anche se i nostri militari sono in missione di pace. Non lì a Lashkar-gah. Mi dispiace non essere a Roma Sabato.

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