Caldo, effetti sulla pressione arteriosa e stress da calore

di Paola Commenta

Ricapitoliamo. Cosa ci può capitare in estate a causa delle ondate di calore? Il sito del Ministero della Salute ha pubblicato una lista dei malori e dei sintomi più diffusi, che abbiamo ripreso su Medicinalive in questi giorni con articoli dedicati.
I malesseri con conseguenze più gravi sono il colpo di calore e la disidratazione. Abbiamo poi in agguato edema e lipotimia, crampi e congestione.

Oggi concludiamo la nostra carrellata sui rischi per la salute del caldo parlando dello stress da calore e degli effetti delle alte temperature sulla pressione arteriosa. Partiamo dallo stress da calore che, se non trattato adeguatamente, può degenerare nel ben più grave colpo di calore.

Come si manifesta lo stress da calore è presto detto: l’infortunato prova un senso di leggero disorientamento e di malessere generale, manifestando sintomi come debolezza, nausea, vomito,cefalea, tachicardia ed ipotensione, oliguria, confusione, irritabilità. La temperatura corporea risulta al di sopra dei valori norma ed il paziente tende a sudare copiosamente. Spesso lo stress da calore viene confuso con una malattia virale.
Gli esperti consigliano di intervenire con la massima tempestività, spostando la persona in un luogo fresco e somministrando bibite ricche di sali minerali e zuccheri. In casi gravi, si può bagnare il corpo con acqua fresca o avvolgerlo in un lenzuolo bagnato.

Il caldo ha effetti anche sulla pressione arteriosa: soggetti più a rischio appaiono gli ipertesi ed i cardiopatici, soprattutto se anziani, anche se possono essere interessati da questo malore individui assolutamente sani e persone giovani. La pressione arteriosa, causa alte temperature, può subire una brusca diminuzione, in special modo nel passaggio da una posizione sdraiata alla posizione in piedi (ipotensione ortostatica). Può causare anche perdita di coscienza.
Gli esperti consigliano di non effettuare questo passaggio troppo bruscamente, soprattutto di notte, ma fermandosi in posizioni intermedie, vale a dire sdraiati-seduti-in piedi.

[Fonte: Ministero della Salute]

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