La storia della farmacia e della professione del farmacista/2

di liulai Commenta


Vedi Fabrizio, la vita umana è preziosa e per quanto padre Antonio e altri come lui abbiano dedicato la loro a combattere le malattie, non potevano impedire che migliaia di persone morissero ogni anno per mali sconosciuti. La durata della vìta dell’uomo nel Medioevo era, rispetto ad oggi, molto più breve.
E padre Antonio, allora? Hai detto che era vecchissimo.
E’ vero, l’abate era anziano ma, sai, i monaci vivevano isolati, conducevano una vita sana e conoscevano i medicamenti per curare i mali comuni. Per questo potevano vivere più a lungo. Tuttavia, anche molti di loro morivano giovani a causa delle numerose epidemie che non riuscivano a combattere perché non ne conoscevano i rimedi.
Cos’è una empo … empi.. empedomia?
EPIDEMIA

scandisce la mamma
è un tipo di malattia, a volte sconosciuta, che si diffonde velocemente. Oggi si combatte con il vaccino, ma per trovare un vaccino in breve tempo è necessario studiare la malattia in laboratori attrezzati.
E i vaccini li trova il farmacista?
I vaccini vengono scoperti ed elaborati nei laboratori di ricerca, sostenuti dai governi e dalle grandi aziende. Per questo è stato indispensabile impegnarsi nello studio della Chimica e della medicìna. Nacquero e si diffusero così le Università, luoghi dove ancora oggi è possibile dedicarsi a queste discipline.
E se l’abate ritornasse all’improvviso, cosa farebbe?
Probabilmente per prima cosa andrebbe a cercare il suo monastero. Stupito e spaventato, vagherebbe per la città alla ricerca delle sue piante e dei suoi libri.
Se ritornasse mi piacerebbe tanto incontrarlo! Sai mamma, con la pozione mi è passato il mal di pancia, vado subito a dirlo allo zio Giuliano. Posso?
Ma certo. Digli che lo aspettiamo a cena questa sera.



La Farmacia è nello stesso caseggiato e Fabrizio la raggiunge in un istante. Lo zio è occupato con un cliente e il bambino, dopo un cenno di saluto, corre nel laboratorio sul retro. Il bancone da lavoro, i vasi antichi in bianco e azzurro, i mortai d’altri tempi, tutto gli ricorda la storia della mamma. Ad un tratto, è attirato da una grossa lente appoggiata su una mensola. Incuriosito, la prende in mano. Un raggio di sole colpisce la lente che Fabrizio tiene davanti a sè. Quel gioco di luce lo abbaglia. Chiude gli occhi, poi li riapre e… … quell’uomo che cammina di buona lena sembra proprio l’abate Antonio!
(continua)

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