Influenza suina: l’Oms ammette gli errori

di Paola Commenta

Lo scorso anno, di questi tempi, scoppiava l’allarme influenza A H1N1. Dopo 365 giorni l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ammesso le carenze nella gestione della pandemia di influenza suina, tra cui una mancata comunicazione di incertezze riguardo il nuovo virus.

Keiji Fukuda, il massimo esperto di influenza dell’OMS, ha detto che l’aver annunciato una pandemia aveva seminato confusione, ed è stato un errore, dato che essa non è stata così mortale come si temeva quando fu paragonata all’influenza aviaria.

La realtà è che c’è una quantità enorme di incertezza (sulla pandemia). Penso che non abbiamo trasmesso l’incertezza. Questo è stato interpretato da molti come un processo non trasparente

ha spiegato Fukuda. I critici hanno detto che il panico sul virus dell’influenza suina, che si è rivelata moderato nel suo effetto, è stato causato dai governi per fare scorta di vaccini che rimanevano poi inutilizzati. Alcuni si sono interrogati sui suoi legami con l’industria farmaceutica dopo che le aziende come la GlaxoSmithKline e Sanofi-Aventis hanno fatto grandi profitti con la produzione del vaccino H1N1.

La malattia in un anno ha ucciso 17.770 persone in 213 paesi, secondo l’OMS. La maggior parte delle vittime erano giovani, con un’età media di 37 anni, contro i 75 dell’influenza stagionale. Ma le differenze tra le due malattie finiscono qui. L’OMS avrà bisogno di un altro anno o due per dichiarare finita la pandemia e per determinare un tasso finale di morte per il virus. Dunque, nonostante le polemiche, la pandemia è ancora ufficialmente in corso.

Ma gli errori sono molti. Il primo è stato quello di associare l’influenza suina con quella aviaria, che aveva un tasso di morte del 60%, quasi 100 volte più letale della prima, mentre altri sono stati fatti sul vaccino, che inizialmente si disse andava inoculato in doppia razione (così gli Stati hanno acquistato grandi quantità di medicinale), e poi, con grande sorpresa, ci si è resi conto, dopo che milioni di dosi erano state vendute, che bastava una sola dose di vaccino per fornire l’immunità.

Ciò significa che alcuni Paesi si sono ritrovati alle prese con un eccesso di vaccini non utilizzati, mentre quelli più poveri avevano poco o nessun accesso alle forniture. Continua Fukuda:

La confusione circa le fasi ed il livello di gravità resta un problema molto fastidioso

riferendosi alla scala a sei livelli per le pandemie, che tiene conto della diffusione geografica del virus, ma non della sua gravità. Ma qui il problema è dovuto ai diversi livelli di informazione forniti dai Paesi colpiti, dove a volte mancavano anche i registri di morte. Intanto il Direttore Generale dell’OMS Margaret Chan ha detto che la sua agenzia ha accolto positivamente la revisione critica della gestione della pandemia, la quale servirà per preparare le future emergenze sanitarie, ma

Vogliamo sapere che cosa ha funzionato bene. Vogliamo sapere cosa è andato storto e, idealmente, perché. Noi vogliamo sapere cosa si può fare meglio e, idealmente, come.

Di certo è la domanda che ora si pone tutto il mondo.

[Fonte: Health24]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>