Malattie infettive: ecco le 7 più devastanti della storia

di Cinzia Iannaccio Commenta

Le malattie infettive sono numerose, ma alcune, in particolare 7 sono piuttosto pericolose, capaci di sviluppare epidemie e pandemie devastanti in termini di mortalità e costi sanitari. Nel tempo la scienza ha imparato a tenerle sotto controllo, alcune debellandole, altre riducendone gli effetti collaterali ed i rischi. In altri casi si cerca ancora di limitare i contagi, e questo in gran parte del mondo è possibile grazie ai cambiamenti in ambito di igiene quotidiana. Purtroppo però in alcuni Paesi è complicato anche lavarsi le mani per prevenire le più semplici infezioni, figuriamoci usare un profilattico per evitare le malattie sessualmente trasmissibili! Ma scopriamo insieme quali sono nella storia dell’uomo le malattie infettive più devastanti, grazie ad una selezione fatta dalla rivista scientifica Livescience.

In primis troviamo di sicuro il vaiolo. Sembra sia emerso in Egitto ed in India più di 3.000 anni fa e fino al 1980 ha ucciso e accecato un numero incredibile di persone. In quella data l’OMS lo ha dichiarato ufficialmente debellato, grazie ad una campagna di vaccinazione a tappeto durata circa 10 anni. Chi ha la mia età ne porta ancora i segni sul braccio perché l’iniezione del medicinale lasciava cicatrici: nulla rispetto al rischio della malattia. Si è trattato di un virus talmente pericoloso che alcuni campioni (sembra per motivi di sicurezza) sono ancora conservati in speciali banche della Russia e degli Stati Uniti.

C’è poi la peste. Anche la sua storia inizia nella notte dei tempi! Purtroppo però è ancora tra noi. E’ causata da un batterio trasportato dalle pulci. Attualmente è ancora presente negli animali di tutto il mondo, con una particolare incidenza in Africa e nella parte occidentale degli Stati Uniti: l’OMS nel 2009 ha segnalato 958 casi. Nel 14° secolo la peste ha ucciso un terzo della popolazione europea. La forma più nota (ma non l’unica) è la peste bubbonica, caratterizzata come dice il nome da dolorosi “bubboni” e gonfiore ai linfonodi.

La malaria rappresenta oggi un caso drammatico ed atipico: è curabile, si può prevenire eppure solo in Africa è responsabile del 20% della mortalità infantile! Nel 1951 la malattia è stata debellata negli Stati Uniti grazie al DDT. Tale campagna non ha funzionato ovunque e la lotta continua: è una zanzara, lo ricordiamo, il vettore della malaria.

Un’altra malattia infettiva rilevante è l’influenza: nel totale delle sue forme (i virus influenzali sono molti). Ogni anno la comune influenza colpisce gravemente dai 3 ai 5 milioni di persone ed in media ne uccide dalle 250.000 alle 500.000. Abbiamo appreso, attraverso l’esperienza dell’influenza aviaria e della suina, che tali virus possono trasformarsi in pandemie e passare da una specie all’altra. La Spagnola del 1918 ha ucciso circa 50 milioni di persone.

TBC ovvero la tubercolosi causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis, che attacca i polmoni causando in genere una tosse con sangue. L’OMS si sta attivando in nuove campagne di prevenzione e cura per questa malattia che sta diventando antibiotico-resistente e si sta diffondendo in età pediatrica.

C’è poi l’Aids o Sindrome da immunodeficienza acquisita: nel 2009 secondo l’Oms il virus uccideva quasi 2 milioni di persone: contagiati 33 milioni. E’ una malattia infettiva moderna: scoperto nel 1981 distrugge il sistema immunitario. Si ritiene sia derivata da un virus simile che colpisce le scimmie.

Infine purtroppo troviamo ancora presente e devastante il colera: provoca diarrea acuta che se non trattata conduce a disidratazione e morte in poche ore. Il batterio responsabile si trasmette attraverso acqua e cibo contaminati da feci infette. Nei paesi industrializzati con sistemi igienici basilari il colera non è più un problema, ma nel mondo continua a mietere vittime: ricordiamo il caso recente di Haiti.

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[Fonte: Livescience]

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