Tubercolosi, mancano fondi per terapia e diagnosi per tutti

di Cinzia Iannaccio 0

La tubercolosi è una malattia pericolosa e molto diffusa purtroppo, anche in Europa, benché si ritenga il contrario. I dati appena presentati da parte dell’ECDC (centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie) in collaborazione con l’OMS Europa, sono rassicuranti, ma non per questo bisogna abbassare la guardia: nel 2011 si è registrata una diminuzione dei casi del 5%, ma più di 1000 persone ogni giorno, nel Vecchio Continente si ammalano ancora di tubercolosi (TBC), oltre 380.000 ogni anno. La maggior parte di questi pazienti (87%) vive nella zona orientale dell’Europa ed è tra loro che si ha il maggior numero dei decessi (44.000). Nel resto del mondo, quello più povero, la situazione è ancora più drammatica.

E’ chiaro che c’è ancora in corso una pericolosa epidemia che va stroncata. L’obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e delle agenzie sanitarie internazionali è sicuramente quello di portare la malattia ad una totale eradicazione. Non a caso lo slogan della nuova giornata mondiale contro la tubercolosi che si celebra come ogni anno il 24 marzo è: “Stop alla TBC, nell’arco della mia vita”. L’intento è infatti quello di sconfiggere la tbc nel mondo entro il 2050.

Il percorso iniziato sembra promettere bene,certo, ma già esistono dei gradini insormontabili per il proseguo dell’azione: l’attuale portafoglio di farmaci anti-TBC, vaccini e strumentazioni e test per la diagnosi, per la diagnosi precoce e la cura della tubercolosi è inadeguato. Servono con urgenza numerosi finanziamenti.

Sotto la lente d’ingrandimento non solo la tubercolosi polmonare, forma più comune sulla quale si sta tentando un controllo, ma anche la tubercolosi extrapolmonare, quella che colpisce altri organi cioè ed è più difficile da diagnosticare. Non solo: le forme di tubercolosi resistente ai farmaci sono sempre più diffuse ed aggressive.

Vanno individuati quindi nuovi finanziamenti, nuovi fondi economici, necessari quindi per proseguire il percorso iniziato, ma anche per affrontare le nuove sfide. Come ha spiegato Zsuzsanna Jakab, Direttore Regionale OMS per l’Europa:

“I sistemi sanitari di tutto il mondo devono tenere il passo e fornire a tutti i pazienti una cura completa ed adeguata: nella stessa Regione Europea, dove la situazione è migliore che altrove, ancora un paziente su 3 non riceve le adeguate terapie. La TB è curabile se le persone hanno farmaci gratuiti e sono accompagnati in tutta la durata del trattamento fino alle fasi finali (sospendere precocemente la terapia antibiotica significa favorire lo sviluppo di una resistenza ai farmaci, ndr); Ciò significa rendere i sistemi sanitari incentrata sulla persona, nello spirito del nuovo quadro della politica sanitaria europea.

Ma il discorso è chiaramente globale e non solo dell’Europa.

Leggi anche:

Maggiori approfondimenti sul sito dell’OMS.

Foto: Gettyimages

 

 

 

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