Brachiterapia: convegno a Roma per conoscere la cura di precisione contro i tumori

di Paola 5

Quando si parla di cura dei tumori, nella maggior parte dei casi si parla di radioterapiachemioterapia. Ma in pochi conoscono un nuovo metodo, considerato più rapido e sicuro, che da qualche anno viene utilizzato in varie parti del mondo, ed in minima parte anche in Italia: la brachiterapia. Questa nuova tecnica  è in grado di ridurre drasticamente il periodo della terapia ed ha una funzione molto importante: mantiene più in sicurezza gli organi.

Venerdì 7 maggio si è tenuto a Roma il primo convegno sulla brachiterapia che, all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha riunito diversi specialisti nella lotta contro il cancro provenienti da ogni parte del mondo per fare il punto della situazione ed avviare un progetto di diffusione della conoscenza attraverso il programma “Perché la vita va vissuta“. L’intenzione è di rendere note ad un pubblico più vasto le potenzialità di questa nuova terapia e i suoi vantaggi rispetto alle altre, mettendo a disposizione di chiunque voglia un consulto o informazioni aggiuntive, un nuovo sito internet, www.aboutbrachytherapy.com, in cui i pazienti possono prendere decisioni consapevoli prima di decidere a quale trattamento sottoporsi.

I vantaggi sono riassunti dal professor Vincenzo Valentini, dirigente medico delle Unità Operative Complesse dell’Università romana:

L’obiettivo di questa terapia, oltre alla cura del paziente, è preservarne gli organi e le funzioni. Con la brachiterapia, la qualità della vita del paziente viene preservata.

Inoltre comporta tempi molto ridotti e minore esposizione alle radiazioni, rispetto agli altri metodi.

Per poter fare un confronto, basti pensare che con la radioterapia a fasci esterni (EBRT), un paziente deve sottoporsi ad almeno 7 settimane di terapia; con la brachiterapia le sedute si riducono ad appena uno o due giorni. Questo è dovuto al fatto che, utilizzando una quantità enormemente inferiore di radiazioni, la capacità di esposizione del paziente aumenta, permettendo così un’esposizione più ravvicinata alle sedute rispetto alla radioterapia che ha bisogno di un arco temporale più ampio.

Altro punto di forza è la precisione con cui le radiazioni vengono inviate, puntando direttamente sul tumore, senza mettere a rischio gli altri tessuti ed organi che si trovano vicino alla zona colpita ma che sono perfettamente  sani. In questo modo gli effetti collaterali sono ridotti davvero al minimo.

Commenti (5)

  1. HO 51 ANNI. SONO STATO SPLENETTOMIZZATO PER PTI NEL 2006. DOPO 2 ANNI HA INCOMINCIATO UN LINFOMA NON HODGKIN A LIVELLO MIDOLLARE (CELLULE B GRANDI E MEDIANI ). LA TERPIA È STATA 6 SEZIONI DI RITUXIMAB PIÙ CHOP. LA REMISSIONE HA DURATO 4 ANNI. L’ANNO SCORSO HA INCOMINCIATO UN’INFILTRAZIONE MIDOLLARE DI UN LINDOMA DIFFUSO A GRANDI CELLULE B. LA TERAPIA È STATA 2 SEZIONI DI RETUXIMAB PIÙ CHEMIOTERAPIA DI SECONDA LINEA. A LUGLIO DELL’ANNO SCORSO HO OTTENUTO LA REMISSIONE FINO ADESSO, SETTEMBRE 2013. IL METODO HANSI(VELENO DI SERPE DELL’AMAZONAS PIÙ CACTUS IN QUANTITÀ INFINITESIMALI) È UN METODO ONCOLOGICO CHE FA STIMOLARE IL SISTEMA IMMUNOLOGICO DEL PAZIENTE. ANCHE HO ADDOTATO LA DIETA ALCALINA E PRENDO L’AQUA ALCALINA (PH 10) DA UN’APPARECCHIO GIAPONESE. IERI HO VEDUTO NELLA RAI UN PROGRAMMA DOVE È STATA LA VOSTRA INCREDIBILE INFORMAZIONE CHE POTRÀ CURARE TANTE PERSONE. DIO VI BENEDICA PER LA VOSTRA COSTANTE RICERCA ED AIUTATE IL MONDO.
    SPERO UNA RISPOSTA E VI MANDO UN FORTE ABBRACCIO DA MONTEVIDEO, URUGUAY, DOVE TANTI ITALIANI SONO VENUTI. MIEI NONNI ERANO DI GENOVA ED HO POTUTO IMPARARE L’ITALIANO AL LICEO IN SOLO 2 ANNI. FERNANDO

    1. Mi sembra un ottimo italiano scritto, meglio di tanti che lo studiano in Italia….;=))…. Non ho capito però quale è la domanda per la quale aspetta una risposta. Qui possiamo rispondere solo noi autori dei post, che siamo giornalisti e blogger, ma non medici. Un quesito per un medico può invece inserirlo qui: http://www.medicinalive.com/medicina-news/chiedi-esperto-consulti-online-medicinalive/
      Saluti

  2. Carissimo Dottore Pastore:

    Mi sento molto onorato per la sua franca risposta a Lei domandata. Ma c’è un’altra domanda se la vorrà rispondere: Ho trovato su questo sito una ricerca sul vaccino contro il Linfoma Non-Hodgkin presso l’Università di Pennsylvania. Sarebbe questo vaccino applicabile come manutenzione affinché non ci sia una ricaduta?
    Aspetto qui a Montevideo, Uruguay, la sua apprezzata contribuzione. Tante grazie.

    Fernando Luis Beltrán

    1. Da qui il dottor pastore non la legge. deve inserire il suo quesito nello spazio dedicato http://www.medicinalive.com/medicina-news/chiedi-esperto-consulti-online-medicinalive/

      dovrebbe però avere la cortesia di riscrivere tutto da capo, in modo da comprendere bene di cosa si tratta, non siamo in grado di recuperare il suo quesito e la risposta precedente. saluti.

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