Radioterapia più efficace subito dopo l’intervento al seno

di Paola 4

Novità nel campo dell’oncologia, per quanto riguarda la cura e lo sradicamento totale di uno dei tumori più diffusi tra la popolazione mondiale, il cancro al seno. Per sconfiggere definitivamente questa forma tumorale ed evitare dunque che si ripresenti negli anni a venire, i ricercatori hanno scoperto quanto sia ancora più efficace la radioterapia se praticata alle pazienti subito dopo l’intervento di chirurgia al seno per asportare la massa cancerogena.

Per le donne che hanno subito un intervento chirurgico per l’asportazione del cancro al seno, infatti, ci si domandava da tempo quanto si dovesse aspettare prima di avviare un ciclo di radioterapia. A questa domanda gli studiosi hanno trovato una risposta grazie ad una recente ricerca che ha suggerito come più a lungo si attende prima di iniziare la radioterapia, maggiore sarà la probabilità di recidiva del cancro nelle pazienti.

I risultati, pubblicati nel numero di marzo dell’dizione online del British Medical Journal, si basano su una analisi dei dati nazionali sul cancro per 18.050 donne americane alle quali era stato diagnosticato precocemente il tumore al seno, tra il 1991 e il 2002, all’età di 65 anni o più avanti negli anni.

Tutte le donne hanno subito un intervento di chirurgia conservativa del seno e la radioterapia, ma non la chemioterapia.
Tra il 30 per cento delle donne dello studio che ha iniziato la radioterapia più di sei settimane dopo l’operazione di chirurgia, i ricercatori hanno scoperto che il 4 per cento è andato a sviluppare recidive locali nel corso dei successivi cinque anni.

I ricercatori, guidati da un team di scienziati del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, hanno anche scoperto che il rischio di recidiva sembra diminuire se si è iniziato prima il trattamento con radiazioni. Questo suggerisce che è una cattiva idea aspettare per iniziare la radioterapia, il trattamento deve iniziare il più presto possibile dopo l’intervento chirurgico, come osservano gli stessi autori dello studio in un comunicato stampa della casa editrice della rivista.

[Fonte: Health.com]

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