Troppo zucchero manda in tilt il cervello

di Valentina Cervelli Commenta

Troppo zucchero manda in tilt il cervello. Lo indica il risultato di uno studio condotto dagli scienziati della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Anche una dieta non equilibrata e patologie come il diabete hanno lo stesso effetto su cervello. I ricercatori hanno infatti verificato come in presenza di alte concentrazioni di glucosio le cellule staminali dell’encefalo adibite alla riparazione dei danni cerebrali ed ai processi di memoria ed apprendimento non riescono a portare a compimento il proprio lavoro. Lo zucchero causa uno stop alla loro riproduzione, facendo venire meno il ricambio di neuroni nell’area del cervello dedicata ai ricordi, ovvero l’ippocampo.

La ricerca in questione, pubblicata sulla rivista di settore Cell Reports, ha tra le altre cose evidenziato su modello animale che in caso di dieta ipocalorica di circa 1500 calorie giornaliere le cellule staminali cerebrali si riproducevano con maggiore facilità. Non va dimenticato che quest’ultime sono molto importanti per un corretto funzionamento del cervello ed è proprio il loro malfunzionamento ad essere considerato dalla medicina una delle cause del declino cognitivo derivante dall’età. Commenta il dott. Giovambattista Pani, coordinatore della ricerca:

Abbiano inizialmente esaminato cosa avviene in provetta quando le cellule staminali neurali sono esposte a un eccesso di zucchero. Ebbene questa condizione sembra impedire alle staminali – normalmente presenti nell’ippocampo, sede della memoria – di autorinnovarsi. In sostanza, un eccesso di zucchero brucerebbe le riserve cellulari che servono al cervello per produrre nuovi neuroni. Quindi, temiamo che chi consuma troppo zucchero presenti una minore rigenerazione neurale con un conseguente impatto negativo sulle performance cognitive.

I dati di laboratorio hanno poi riscontro, come già anticipato, nel corso della sperimentazione animale. Tutt questo sarà utile ai ricercatori, grazie alla scoperta dei meccanismi alla base del processo, per preparare strategie alimentari e farmacologiche da utilizzare per preservare la salute cerebrale e combattere sia l’invecchiamento che le malattie neurodegenerative.

Photo Credits | Gayvoronskaya_Yana / Shutterstock.com

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