Meningite, italiani scoprono proteina universale vaccino

di Valentina Cervelli 2

Una nuova scoperta, una proteina chimerica disegnata in laboratorio dai ricercatori della Novartis Vaccines di Siena in collaborazione con i colleghi dell’Università di Firenze, potrebbe finalmente portare alla messa a punto di un vaccino efficace contro la meningite da meningococco di tipo B. i risultati della ricerca sono stati pubblicati sull’ultimo numero della rivista Science Transaltional Medicine.

La proteina, ricavata sulle basi delle informazioni ottenute direttamente dal batterio, è stata ottenuta con la tecnica della revers vaccinology e potrebbe aprire la strada a vaccinazione altrettanto importanti come quello della malaria, quella relativa ai raffreddori da rinovirus e tutte quelle infezioni batteriche e virali che al momento non hanno un antagonista ben preciso e che mutano in continuazione.

Questo tipo di approccio prevede la codifica della “sequenza genomica” del meningococco e la conseguente  “selezione” delle proteine che con maggiore probabilità presentano caratteristiche che le rendano efficaci ad attaccarlo e debellarlo all’interno di un vaccino.

Nello specifico, in questo caso, i ricercatori studiando il genoma sono stati in grado di identificare una proteina ben precisa, la FHBP, fatcor B binding protein,  dotata di un particolare pregio: quello di stimolare una risposta molto forte da parte del sistema immunitario. La grandiosità della scoperta non è stato solo l’isolare la proteina, ma anche l’essere riusciti a sequenziarla in ben 2000 ceppi differenti di meningococco b.

Uno dei maggiori problemi per il quale una messa a punto di un vaccino efficace non era mai avvenuta, riguardava proprio le differenze di ceppo e le conseguenti diverse varianti antigeniche. I ricercatori hanno preso quella più diffusa e comune ed hanno messo a punto un vaccino che sta per concludere la parte “burocratica” della sua esistenza. Come spiega Rino Rappuoli, coordinatore dell’esperimento:

La genomica offre potenzialità sempre maggiori e grazie ad essa siamo stati in grado di mettere a punto strategie altamente innovative nella ricerca di nuovi vaccini. Lo studio descrive attività di laboratorio ancora in fase iniziale e ci vorranno ancora anni per lo sviluppo di un nuovo vaccino, ma i risultati raggiunti rappresentano un fondamentale passo verso la messa a punto di nuovi vaccini in grado di proteggere contro patogeni altamente variabili.

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Fonte: Agi

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