Herpes zoster (Fuoco di Sant’Antonio)

di Cinzia Iannaccio 0

Il Fuoco di Sant’Antonio è il termine comune con cui si indica l’Herpes zoster, una patologia provocata dal Virus Zoster- Varicella (VZV).  Ovvero l’agente infettivo di varicella ed Herpes zoster è lo stesso. Dopo la guarigione dalla nota malattia esantematica, il virus in questione non viene distrutto, bensì permane latente nell’organismo “nascondendosi” per così dire nei gangli delle cellule nervose, per ripararsi dagli anticorpi. Soprattutto dopo i 50 anni (quando fisiologicamente si abbassano le difese immunitarie, ma anche prima), il virus si può risvegliare ed aggredire l’organismo, non più con la varicella, ma con il Fuoco di Sant’Antonio che si manifesta come malattia cutanea e delle cellule nervose. Cerchiamo di comprendere meglio.

Contagio Herpes Zoster (fuoco di Sant’Antonio)

L’Herpes zoster è contagioso? La domanda nasce spontanea vista l’alta contagiosità della varicella e la risposta non è netta e semplice. Il virus continuerà a trasmettersi ma non per via aerea, bensì solo in rari casi di contatto con il liquido che fuoriesce dalle bolle. Inoltre chi non ha mai avuto la varicella non potrà sviluppare il Fuoco di Sant’Antonio, ma semplicemente la malattia tipica dell’infanzia che è un “passaggio essenziale”. Chi invece l’ha avuta può essere contagiato, ma la possibilità di sviluppare l’Herpes zoster in questo caso è veramente rara (anzi la questione è controversa, c’è chi misconosce totalmente questa possibilità). Affinché il virus si trasformi in Herpes zoster, infatti, è necessario che le difese immunitarie siamo deboli, unica possibilità che permette al virus di moltiplicarsi e diffondersi nell’organismo. Il paziente è contagioso essenzialmente in tutto il periodo dell’eruzione cutanea.

Sintomi Herpes Zoster (Fuoco di Sant’Antonio)

Il primo sintomo da non trascurare di questa patologia è uno strano formicolio, in una parte specifica del corpo, quella nelle cui cellule nervose si è ritirato il virus. E’ il segno che si è risvegliato e nel giro di qualche giorno compaiono, nella stessa zona, delle bolle, molto simili a quelle della varicella, ma non pruriginose, purtroppo però dolorose. E questo è il problema principale dell’Herpes zoster: si accompagna a dolore e bruciore intenso localizzato (da qui anche la denominazione di “fuoco”). L’esantema a volte è accompagnato anche da febbre, brividi di freddo, cefalea.  Di recente si è scoperto che sono in molti a sviluppare l’Herpes zoster, ma in forma talmente lieve da non essere neppure diagnosticata (senza eruzione cutanea e senza dolore). Per alcuni pazienti però è particolarmente invalidante.

Herpes zoster, se colpisce l’occhio e il viso

A seconda di dove si manifesta, si parla di Herpes zoster intercostale (sul tronco, il più frequente), ma anche di Herpes zoster al viso, Herpes zoster all’occhio o interno, ecc. Ognuno può avere complicanze diverse. Il virus è particolarmente pericoloso se colpisce l’occhio (herpes oftalmico) perché non solo sviluppa un intenso dolore, ma si rischia di perdere la vista (può provocare un distacco di retina). Quando invece l’infezione colpisce il viso, vicino all’occhio, si parla di sindrome di Ramsay-Hunt, che può provocare anche la paralisi di un nervo facciale, disturbi dell’equilibrio e dell’udito, fino anche alla sordità.

Nevralgia post erpetica tra i postumi dell’Herpes zoster

In alcune settimane, grazie all’azione del sistema immunitario, in persone sane, il virus regredisce. Non rari però i casi in cui si sviluppa il cosiddetto dolore cronico post herpetico, o nevralgia post-erpetica. E’ infatti una complicanza molto frequente che colpisce fino al 70% le persone ultrasettantenni e perdura nel tempo, cronicizzando, riproponendosi con regolarità. Questo perché al momento dello sviluppo della malattia il virus arriva a danneggiare (più o meno gravemente) i neuroni responsabili della trasmissione al cervello delle sensazioni cutanee del dolore. Troppo spesso questo disturbo viene sottovalutato e si trascina per anni con rassegnazione alterando in modo definitivamente negativo la qualità della vita di chi lo subisce. E’ opportuno recarsi in un Centro per la Terapia del Dolore, per il trattamento del dolore cronico post erpetico.

Foto per riconoscere l’Herpes zoster

Foto: Thinkstock e Brownpau per Flikr

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>