Influenza aviaria: ancora escluso contagio tra uomini

di Valentina Cervelli 2

Il ceppo di influenza aviaria diffusosi in Cina in questa ultime settimane continua a tenere con il fiato sospeso popolazione e sanitari: sembrano infatti sorti alcuni dubbi sul metodo di trasmissione del virus con il progredire dell’infezione. Si è giunti al contagio uomo-uomo?

Secondo le ultime fonti internazionali infatti i contagiati, saliti a 89, non sarebbero tutti quanti caratterizzati da un esistenza al contatto con il pollame. Il dubbio, senza allarmismo per ora, è che non tutti i casi di influenza aviaria del ceppo H7N9 derivino da contatto con animali infetti. La paura più grande degli esperti è proprio quella di non riuscire ad evitare il contagio tra persone senza prima aver messo a punto un vaccino, fattore che richiede ovviamente del tempo.

La maggior parte delle persone contagiate vive nella Cina Orientale e la conta dei morti è arrivata a 17 persone. Dobbiamo ricordare che quest’influenza viene ritenuta pericolosa per la facilità con la quale è degenerata, nei casi mortali, in polmoniti molto difficili da curare. L’Organizzazione Mondiale della Sanità invita comunque la popolazione ancora alla calma ed a non cedere al panico, poiché non vi sono prove della mutazione del virus che consentirebbe un contagio da uomo a uomo. Lo ha confermato il rappresentante dell’ente in Cina, Michael O Leary, che già in passato aveva rassicurato sulla questione.

E’ ancora un virus animale che occasionalmente infetta esseri umani. Con rare eccezioni, sappiamo che le persone non vengono contagiate da altre persone.

Sebbene infatti alcune persone contagiate possono non avere avuto contatti con pollame, è molto difficile escludere che non abbiamo avuto in realtà contatto con uccelli selvatici. Al momento, sottolineano, nessuna ipotesi può essere esclusa con certezza. La popolazione, per evitare il contagio, deve mettere in atto tutto ciò che normalmente si farebbe per evitare la diffusione di una qualsiasi influenza di tipo stagionale. Solo con l’evolversi del tempo si potrà scoprire quale sia il reale comportamento dell’H7N9.

Photo Credit | SXC

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