Norovirus, cos’è, sintomi, contagio, incubazione, cura

di Cinzia Iannaccio Commenta

Il Norovirus è un virus molto contagioso in grado di provocare una gastroenterite acuta che nei bambini come pure nelle persone anziane ed immunodepresse può essere molto pericolosa. Esistono 5 diversi gruppi genetici di norovirus, ma la maggior parte di quelli che colpiscono gli esseri umani appartengono ai genogruppi GI e GII. I norovirus del genogruppo II, genotipo 4 (abbreviato come GII.4) rappresentano  in assoluto la principale causa di gastroenterite negli adulti in tutto il mondo, anche in Italia. Un ceppo  specifico il GII.4 Sydney, isolato inizialmente in Australia si sta dimostrando particolarmente aggressivo egli Stati Uniti, dove in queste ore è diventato un “sorvegliato speciale”. Tale virus circola infatti quasi tutto l’anno (da novembre ad aprile), ma ha la sua maggiore diffusione proprio in questo periodo, tra gennaio e febbraio, proprio come l’influenza stagionale. Per tali motivi cerchiamo di comprendere meglio di che si tratta e come gestire il norovirus.

Sintomi del norovirus

Come detto, il norovirus aggredisce lo stomaco e/o l’intestino provocando una gastroenterite acuta.  I sintomi sono quindi ben noti: diarrea, nausea e vomito, mal di stomaco, dolori addominali. Questi disturbi possono essere anche accompagnati da febbre, cefalea, e dolori diffusi. Gli attacchi di vomito e diarrea sono ripetuti nell’arco della giornata, rendendo impossibile il normale svolgimento della routine quotidiana e perdurano per 24-72 ore. Al di fuori del malessere diffuso, il vero rischio è quello della disidratazione, come sempre in questi casi. E’ dunque importante prestare attenzione (soprattutto nei bambini e negli anziani) anche alla eventuale comparsa di ulteriori sintomi: diminuzione della quantità di pipì, secchezza della bocca e della gola, giramenti di testa.

Come avviene il contagio del norovirus?

Come ci si infetta? Come si trasmette il norovirus? Con estrema facilità purtroppo. Chiunque può infettarsi anche più di una volta (i sottotipi virali sono numerosi, quindi ammalarsi una volta, con un tipo, non significa avere l’immunità per tutti gli altri). Basta il contatto con 18 agenti virali per infettarsi (contro le 1000 dell’influenza stagionale, che colpisce le vie aeree e per questo non va confusa). Il norovirus è la causa principale di tossinfezioni alimentari negli Stati Uniti (ovvero cibi contaminati): gli alimenti più comunemente coinvolti nei focolai epidemici sono le verdure a foglia verde, la frutta fresca ed i crostacei (ostriche in primis), ma qualunque cibo crudo o manipolato dopo la cottura può essere infettato. Il norovirus quindi si trasmette attraverso le feci: è presente in queste prima che si sviluppino i sintomi (l‘incubazione è di 12-48 ore), e può rimanervi anche nelle due settimane successive alla guarigione. Si è particolarmente contagiosi con la gastroenterite in corso. La trasmissione del virus avviene attraverso l’accidentale contatto con le feci ed il vomito: appunto attraverso cibi involontariamente contaminati, contatto con oggetti (forchette o bicchieri ad esempio) di chi è contagiato o dalla cura diretta della persona (pensiamo alle mamme che si occupano dei bambini con vomito e diarrea). Il contagio è dunque più facile in ambienti chiusi (navi da crociera anche).

Cura del norovirus

Non esistono farmaci specifici per il trattamento di persone con la gastroenterite virale da norovirus (non servono gli antibiotici che si usano solo per infezioni batteriche). La malattia passa da sola grazie all’azione fisiologica del sistema immunitario. L’importante però è evitare di incappare nelle conseguenze pericolose del virus, ovvero la disidratazione: occorrerà bere molti liquidi. Vanno bene gli integratori sportivi, quelli salini ed i succhi di frutta, oltre naturalmente l’acqua. Da evitare gli alcolici e la caffeina. Per il resto occorre prevenire quanto più possibile il contagio, con accurati e continui lavaggi delle mani, soprattutto dopo il bagno e se si è ai fornelli, lo stesso vale per i cibi, che andrebbero anche cotti, vanno pulite e disinfettate le superfici contaminate con candeggina e tutti i vestiti e la biancheria che è venuta a contato con il virus.

Foto: Thinkstock

Fonte: CDC.gov

 

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