Mal di testa, le nuove terapie

di Valentina Cervelli Commenta

Il mal di testa, o cefalea, è uno dei disturbi più diffusi tra la popolazione. Vediamo insieme quali novità ha sviluppato la medicina dal punto di vista dell’approccio. Quali sono le nuove o vecchie terapie da poter attuare per contrastare il dolore e la frequenza degli attacchi?

donna con mal di testa (2)

La scelta è decisamente più ampia rispetto al passato: il problema attualmente risiede nell’accesso alle cure, spesso difficile per via della diffidenza di molti pazienti nei confronti dei centri specializzati. Non tutti optano come prima scelta il recarsi presso le strutture presenti sul territorio, preferendo per mancanza di tempo e spesso di soldi ovviare agli attacchi assumendo degli antidolorifici.

Ed è un vero peccato perché come sottolineano gli esperti ed in particolare il prof. Pietro Cortelli, Professore Ordinario di Neurologia e Direttore Scuola di specialità di Neurologia DIBINEM, Alma Mater Studiorum Università di Bologna IRCCS-ISNB, sono state numerose le ricerche eseguite che hanno portato alla creazione o al perfezionamento di nuove terapie per cefalea ed emicrania grazie ad una migliore conoscenza dei meccanismi alla base della patologia:

E’ emerso che meccanismi di modulazione cerebrale modifichino l’ipersensibilità visiva, olfattiva e al dolore nei pazienti emicranici. Dal punto di vista terapeutico uno studio internazionale, a cui partecipa anche l’Italia, ha dato ottimi risultati sulla possibilità di prevenire gli attacchi di emicrania attraverso la somministrazione mensile di una terapia in grado di ridurre il numero di attacchi. Si tratta degli anticorpi contro il CGRP1, il recettore che ha assunto un ruolo chiave nell’insorgenza dell’emicrania.

Ecco quindi un primo nuovo approccio. Parlando sempre di trattamenti non invasivi, deve essere tenuta da conto anche la neurostimolazione esterna: sono tre le metodologie provate e considerate efficaci e prive di effetti collaterali. Esse sono:

  • stimolazione transcutanea sopraorbitaria
  • stimolazione magnetica transcranica
  • stimolazione esterna del nervo vago.

Importante: quest’ultima è apparsa essere molto valida come terapia della cefalea a grappolo.

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