Alimentazione e salute, Braccio di ferro aumenta consumo di verdure nei bambini

di Paola Commenta

Sappiamo tutti ormai, perchè ce lo ripetono da più parti, e lo facciamo spesso anche noi di Medicinalive, che consumare molta frutta e verdura aiuta a prevenire numerose malattie e a rallentare il processo di invecchiamento cerebrale, allontanando malattie come la demenza senile e il morbo di Alzheimer e diminuendo inoltre il rischio di ictus, infarto, malattie cardiovascolari, obesità.

E’ importante consumare frutta e verdura sin da bambini per ottenere benefici a lungo termine e arginare la piaga dell’obesità infantile, sempre più dilagante, complice un’alimentazione scorretta, cibi da fast food, scarsa attività fisica. E oggi, grazie alla ricerca, sappiamo che gli effetti sulle arterie di una dieta ipercalorica si fanno sentire sin da giovanissimi. Quindi meglio non sottovalutare il fattore alimentazione sin dalla più tenera età, con una buona educazione alimentare.

Ci viene in aiuto, per i più piccoli, che spesso fanno capricci quando si tratta di verdure, il fascino intramontabile di Popeye. Ve lo ricordate, Braccio di Ferro? Stando ad un recente studio che mi ha incuriosito pare che ancora oggi il personaggio animato nato dalla matita di Crisler Segar nel 1928, continui ad affascinare i bambini convincendoli a mangiare spinaci e in generale vegetali, per diventare forti fisicamente, come fa credere il cartone.

A dimostrarlo sono stati i ricercatori della Mahidol University di Bangkok che hanno analizzato l’effetto Popeye con un esperimento compiuto su 26 piccoli di 4 e 5 anni, della durata di otto settimane. I bambini sono stati coinvolti in diverse attività come degustazioni di frutta e verdura, lezioni di cucina sulle minestre dell’orto, la coltivazione di ortaggi, e soprattutto visioni delle puntate di Braccio di Ferro. A fine esperimento, miracolo: il consumo di verdure dei bambini era addirittura raddoppiato, senza fare troppe storie o dovergli promettere la luna. Che dire: imitate Braccio di Ferro, ma state lontani dall’anoressia di Olivia ovviamente! La ricerca completa è stata pubblicata sulla rivista di divulgazione scientifica Nutrition & Dietetics.

[Fonte: Adnkronos Salute]

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