Intossicazioni alimentari: pesce crudo e funghi nel mirino

di Tippi Commenta

Attenti a quei due… pesce crudo e funghi, infatti, potrebbero riservare brutte sorprese. Secondo il Ministero della Salute, chi consuma questi alimenti (ma in generale tutti i cibi crudi) è maggiormente esposto al rischio di intossicazioni alimentari. Soprattutto a causa dei funghi, una tradizione culinaria più diffusa nella nostra cultura rispetto al pesce crudo, si registra ogni anno un migliaio di casi di intossicazioni.

L’intossicazione alimentare non è sempre facile da individuare, anche perché raramente i sintomi si manifestano subito dopo aver mangiato il cibo contaminato. In genere, infatti, si sviluppano solo dopo diversi giorni o addirittura settimane.

Tra i sintomi di intossicazione alimentari più comuni ci sono:

  • Diarrea
  • Crampi addominali
  • Febbre
  • Mal di testa
  • Vomito
  • Senso di spossatezza
  • Sangue e/o pus nelle feci

Il Ministero della Salute, in merito ai funghi invita a fare la massima attenzione. La prima regola, infatti, è quella di non consumare mai quelli non controllati da un vero micologo. Inoltre, consiglia un consumo in quantità moderate. Vanno assolutamente evitati, invece, nei bambini con meno di 12 anni e durante la gravidanza. Gli esperti suggeriscono anche di sbollentare i funghi prima del congelamento, e consumarli entro 6 mesi. Attenzione anche ai quelli sottolio, a rischio di botulismo.

Quanto al pesce crudo, come anticipato anche all’inizio, comporta un rischio più alto di imbattersi in intossicazioni o infezioni causate da batteri o parassiti come l’Escherichia Coli, salmonella, ecc. Tra i parassiti, quello più temibile è l’anisakis, che può portare a conseguenze piuttosto serie, e in alcuni casi anche alla morte. I sintomi dell’infezione, in genere, si manifestano dopo circa 6-8 ore dall’ingestione del pesce crudo, con forti dolori addominali, nausea e vomito, febbre e diarrea.

I prodotti ittici più a rischio sono il salmone, il pesce spada, le alici, il tonno, il merluzzo, le sardine, lo sgombro, la rana pescatrice, il cefalo e i molluschi. Questo parassita muore se sottoposto ad alte temperature (dop0 15 minuti a 60°C) o al congelamento (dopo 24 ore a -20°C).

Photo Credits|Thinkstock

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