Osteoporosi, latte quale fonte di calcio, fa bene?

di Cinzia Iannaccio Commenta

Torniamo a parlare del latte e delle sue proprietà anche in riferimento ad un dubbio importante: il latte fa bene o fa male? Affrontiamo il disorso  soprattutto in riferimento all’osteoporosi e alle alte quantità di calcio che questo alimento contiene e che dunque dovrebbe essere essenziale in tale patologia. Ma è effettivamente così? Vediamo nel dettaglio il ruolo del latte nell’osteoporosi con l’ausilio di un’esperta.

Le proprietà del latte, fonte di calcio, ma anche di grassi e proteine

Il latte è veramente così prezioso per tutti noi? Anche in età adulta? Fa bene o fa male? Essendo una fonte essenziale di calcio, che ruolo gioca ad esempio in una malattia come l’osteoporosi? Ci risponde la dottoressa Maria Assunta Coppola nutrizionista e biotecnologa:

“Indubbiamente  è una bevanda ricca in proteine di origine animale, essenziali “mattoncini” dei nostri muscoli e delle nostre ossa, ma come le proteine della carne e dei formaggi acidificano il plasma tendendo a sottrarre calcio alle ossa. Inoltre, la quantità di fosfato presente nel latte vaccino è sei volte superiore a quella del latte di donna, e il conseguente aumento della sua concentrazione plasmatica, abbassa la calcemia con richiamo di calcio dalle ossa. Diversi gli studi al riguardo che suggerirebbero come il latte non faccia poi così bene alle ossa: ad esempio  l’Harvard Nurses’ Health Study, che ha seguito clinicamente oltre 75.000 donne per dodici anni, ha rilevato che l’aumentato consumo di latticini è associato con un rischio di fratture più elevato; Lemann inoltre ha fatto una meta-analisi di studi e ha concluso che il calcio urinario aumenta 0,04 mmol (1,6 mg) per g di proteine nella dieta“.

Osteoporosi e alternative al latte

Quando il latte fa male, come sarebbe in questo caso dunque quali alternative nutrizionali per integrare al meglio l’organismo di calcio?  Prosegue la dottoressa Coppola:

 “Cominciamo con il ridurre (attenzione, ho parlato di “ridurre” non di “eliminare” ) il consumo di alimenti di origine animale, sopratutto salumi, carni rosse e latticini, che oltre il rischio osteoporosi, apportano grassi saturi dannosi per la salute del sistema cardio-vascolare (e tumore ndr).

E aumentiamo il consumo di proteine di origine vegetale, come quelle dei legumi: ceci, lenticchie, fagioli sono in grado di apportare ottimi quantitativi di calcio senza il rischio di abbassare il ph plasmatico. Questo vantaggio è dovuto alla carenza di alcuni aminoacidi ricchi in zolfo, metionina e cisteina, presenti invece nelle proteine di origine animali e capaci di generare acidi nel nostro sangue.

Si rivela inoltre proficuo mangiare pesce non allevato, ricco di calcio, magnesio e fosfati biodisponibili per l’organismo umano, e la verdura a foglia verde, come la cicoria, la rucola, il radicchio e la bieta.  Il calcio di un bicchiere di latte si trova anche in una tazza di foglie di rapa,  in 30 g di sardine, in 120 g di mandorle secche, in 3 litri di acqua di rubinetto o in 1 litro di acqua minerale con 300 mg/l di calcio, in una porzione media di ricotta. Non dimentichiamoci infine che è essenziale per la salute delle nostra ossa la riduzione dell’assunzione di caffè e sale da cucina, che aumentano l’escrezione urinaria di calcio, e il corretto consumo di frutta e verdura: questi alimenti, ricchi di potassio, magnesio e fibra, sono dei naturali “alcalinizzanti, in grado di preservare il rilascio di calcio dalle ossa anche in condizioni di acidosi.”

Quando il latte fa male

Chiaramente questi suggerimenti sono utili in generale, per la salute. E valgono anche per chi si trova in particolari condizioni: chi soffre ad esempio di intolleranza al lattosio (circa il 70% degli europei in modo più o meno lieve), con difficoltà di digestione e non deve rinunciare all’apporto nutrizionale di calcio; ricordiamo inoltre che il latte non è caratterizzato solo da calcio, ma anche di proteine animali e grassi, che possono avere una rilevanza negativa anche in altri aspetti. Questo non significa demonizzare il consumo del latte negli adulti, ma solo conoscerne i pro ed i contro a seconda dei casi.

Foto: Thinkstock

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