Obesità, in America la campagna contro le maxi porzioni dei fast food

di Tippi 0

L’obesità in America è un fenomeno di proporzioni notevoli, che abbraccia tanto gli adulti, quanto i bambini, ma l’Europa non canti vittoria, si tratta, infatti, di una malattia in forte crescita in tutti i Paesi industrializzati. Negli USA, nel tentativo di ridurre il problema e le malattie derivate, è partita una campagna informativa contro le maxi porzioni dei fast food, un danno oltre che per l’uomo, anche per l’ambiente.

Secondo le stime del Dipartimento della Salute di New York City, negli ultimi 50 anni, le quantità delle porzioni sono pericolosamente aumentate: dal 1955 i volumi di un panino con hamburger sono triplicati, lo zucchero contenuto nelle bevande è quadruplicato e le porzioni di patatine fritte sono passate da poco meno di 70 grammi a ben 150 grammi. Un pasto di questo tipo, infatti, è in grado di apportare più calorie di quante ne servano in un’intera giornata ad uomo adulto.

Nel 2010 oltre più della metà dei newyorkesi adulti erano obesi o in sovrappeso. Basti pensare che tra il 2002 e il 2010 l’obesità adulta è passata dal 18% al 23%. Ma il fenomeno riguarda anche il 20,7% dei bambini in età scolare, con tutte le gravi conseguenze sulla salute che ne derivano. Secondo il Dipartimento della Salute, a causa dell’obesità, i bambini di New York hanno un’aspettativa di vita persino più breve rispetto ai genitori.

Non dimentichiamo, infatti, che l’obesità è una malattia e non va sottovalutata. Chi è obeso ha la tendenza a sviluppare, con una percentuale di probabilità molto alta, ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, ecc. aumentando il rischio di essere colpito da infarto o ictus. E’ importante prevenire l’obesità anche e soprattutto nei bambini, che rischiano di rimanere fuori peso forma anche da adulti e di sviluppare, quindi, anzitempo tutte le malattie che ne derivano. Secondo i dati del Dipartimento per la Salute di NY, nel 2006 ci sono state circa 3 mila amputazioni a causa del diabete di tipo 2.

Photo Credit|ThinkStock

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