I sintomi dell’allergia alla soia: dalla diarrea al prurito

di Marco Mancini 3

L’allergia alla soia è una reazione spropositata del sistema immunitario all’ingresso nel corpo umano di cibi che sono di per sé innocui, come appunto la soia e i suoi derivati, ma che vengono riconosciuti come nocivi. Per questo l’intero sistema si mette in moto per “respingerli” e provoca così i classici sintomi dell’allergia alla soia.

Sintomi dell’allergia alla soia

Questi sono tantissimi e possono essere considerati lievi come un semplice prurito o formicolio, o moderati o gravi come la diarrea, l’orticaria, l’eczema, un senso di oppressione toracica che porta a difficoltà respiratorie, dolore addominale, nausea, vomito, vertigini, svenimento, gonfiore della lingua o della gola, fino all’anafilassi, o shock anafilattico, che è una condizione per cui la vita è messa in pericolo.

Riconoscerli non è difficile. Essi infatti compaiono di solito pochi minuti dopo aver bevuto del latte di soia o mangiato cibi che la contengono (come i granuli, noci, tofu, ecc.), giusto il tempo per l’organismo per riconoscere l’elemento nocivo. A volte i sintomi per comparire impiegano delle ore, ma rispetto agli altri tipi di allergie, quello alla soia è tra quelli che si manifestano prima.

La condizione è abbastanza comune tra i più piccoli, tanto che la maggior parte delle diagnosi è rilevata intorno ai 5 anni d’età. Inoltre, nella maggior parte dei casi, l’allergia sparisce crescendo, anche se delle volte può persistere in età adulta, ed ancora più raramente può comparire quando ormai si è grandi, senza che in precedenza si fossero manifestati sintomi.

Alleviare i sintomi dell’allergia alla soia

Di solito i sintomi dell’allergia alla soia non sono preoccupanti, basta prendere degli antistaminici e passano in breve tempo. L’importante è saper riconoscere i sintomi dell’anafilassi che possono essere tachicardia, vertigini, calo della pressione arteriosa, problemi di respirazione fino al’arresto cardiocircolatorio. In quel caso è importante portare il paziente in fretta all’ospedale o, se si è già a conoscenza della condizione, tenere pronta una fiala di adrenalina da utilizzare in caso di attacco improvviso.

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