Anoressia forse dipendente da alterazione del cervello

di Valentina Cervelli Commenta

 L’anoressia è uno dei disturbi alimentari più diffusi, in maggior numero tra le donne, le cui cause permangono essere ancora non del tutto conosciute. Sono molti gli studi effettuati in merito ed una ricerca italiana recentemente pubblicata sulla rivista di settore Medical Hypotheses, ipotizza che una delle cause di questa malattia possa essere un’alterazione del cervello.

E più nello specifico quelle relative all’integrazione tra le percezioni e le sensazioni legate al nostro corpo. Ecco quindi che chi affetto da anoressia perderebbe in questo modo la reale consapevolezza del proprio organismo mantenendo nella mente l’immagine di un corpo “virtuale” che non cambia nemmeno alla presenza di drastici cambiamenti nel corpo “reale”. Semplificando il concetto, la persona continua a vedere, guardandosi allo specchio, la sua immagine passata e non accettata e non quella presente, magari reduce da approcci dietetici estremi.

La ricerca è stata coordinata dal prof. Giuseppe Riva, dell’Istituto Auxologico di Milano e dallo psichiatra Santino Gaudio, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. La spiegazione, secondo i due medici, risiederebbe in quello che di recente è stato definito “blocco allocentrico” (o allocentric lock, N.d.R.), anche da recenti sperimentazioni eseguite con tecniche di risonanza magnetica su soggetti anoressici.

Un deficit all’interno del processo di conversione delle informazioni da egocentriche ad allocentriche nell’encefalo, impedirebbe ai malati di anoressia di aggiornare la propria immagine contenuta nel settore del cervello deputato alla conservazione delle informazioni a lungo termine. La percezione visiva diretta, per quanto scioccante, non sarebbe in grado di modificare la visione regalata dalla memoria: motivo principale, secondo gli esperti, per il quale coloro affetti da questo disturbo avrebbero paura di ingrassare anche quando sono fortemente deperite.

Se l’ipotesi venisse confermata ulteriormente si avrebbe un punto di partenza per poter intervenire non solo a livello fisico su un’eventuale ripresa ma anche a livello cerebrale al fine di far vedere a coloro che soffrono di anoressia il loro vero aspetto.

Fonte: Medical Hypotheses

Photo Credit | Thinkstock

 

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