Fertilità nel malato oncologico

di Valentina Cervelli Commenta

Fertilità nelle donne malate di cancro. Questi discorsi strettamente collegati tra loro. Ad essi si aggiunge la crioconservazione, uno degli strumenti che possono consentire a uomini e donne di divenire genitori anche dopo la guarigione dal cancro.

Il tema sta tornando in auge grazie al Fertility day indetto dal Ministero della salute. Ed è un bene che ciò accada: non sempre si ricorda che vi possono essere delle possibilità per coloro che intendono avere un figlio in seguito alla lotta contro una neoplasia. Chemioterapia e radioterapia tendono a rendere “sterili” entrambi i sessi: la procreazione medicalmente assistita può rappresentate una delle soluzioni più semplici da applicare. Soprattutto nelle donne alcune malattie “importanti” tendono ad abbassare notevolmente le possibilità di divenire madre. Ed è quindi a sostegno di quest’ultime, secondo gli esperti, che si deve intervenire.

Preservare la fertilità nelle pazienti oncologiche tramite la crioconservazione degli ovociti è un tema da tempo al centro di dibattiti nel nostro paese: non andrebbe offerta questa possibilità all’interno del Sistema Sanitario Nazionale a coloro che per via del tumore rischiano di perdere la loro occasione alla formazione di una prole? In Spagna questo è un trattamento che viene elargito gratuitamente alle donne malate di tumore. Le poche donne italiane che hanno pensato ad una simile possibilità si sono dovute muovere comunque in modo privato, contattando associazioni e cliniche in autonomia.

La crioconservazione e la successiva procreazione assistita rappresenterebbero la soluzione migliore. Se tutte le donne o gli uomini ne avessero accesso per tempo e in modo semplice. Nella maggior parte dei casi la discriminante è rappresentata dalle possibilità economiche della coppia. Chi può permettersi un simile trattamento può sperare di avere un figlio in futuro nonostante il cancro rispetto a coloro che non hanno fondi sufficienti. E’ per questo motivo che il Fertility Day deve essere anche un’occasione di riflessione per le istituzioni, puntando alla messa a punto di un sistema che sostenga il malato.

Photo Credit | Pixabay

 

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