Sesso occasionale? Causa depressione

di Valentina Cervelli 0

Solitamente il rapporto sessuale viene collegato a emozioni positive, relax, soddisfazione. Attenzione però al sesso occasionale, soprattutto d’estate, quando vi sono più possibilità: potrebbe infatti rappresentare un fattore di rischio per depressione ed ansia.

Tra i rischi del sesso occasionale (tra l’altro facilmente evitabili utilizzando precauzioni come il preservativo, N.d.R.) abbiamo sempre archiviato spiacevoli conseguenze come gravidanze indesiderate, infezioni intime e malattie sessualmente trasmissibili come l’HIV, il papilloma virus, la gonorrea e la sifilide ma da qui a pensare che anche malattie mentali, ansia e depressione potessero fare parte del carico derivante da questa attività ne passava davvero.

Eppure questi disturbi psichiatrici e psicologici possono essere una delle conseguenze del sesso occasionale, soprattutto sui più giovani che sembrano vivere questo particolare rapportarsi in maniera decisamente più “pericolosa” rispetto alle fasce più adulte. Secondo gli scienziati coordinati dalla dottoressa Melina Bersamin della California State University di Sacramento l’avventura di una notte o  sveltina potrebbero far scattare nelle mente dei ragazzi sensazioni in grado di amplificare o dare vita a stati di depressione o ansia. I risultati dello studio, condotto su 4 mila persona di età compresa tra i 18 ed i 30 anni sono stati pubblicati sulla rivista di settore The Journal of Sex Research.

I volontari sono stati interrogati sulla propria vita sessuale e valutati dal punto di vista psicologico. E’ emerso che chi aveva avuto in tempi recenti rispetto all’indagine dei rapporti occasionali con persone appena conosciute o con sconosciuti, aveva un più basso livello di soddisfazione, felicità ed autostima rispetto a partecipanti che non avevano avuto questo tipo di relazioni. Secondo la ricercatrice non si può non tenere conto di questo dato nel valutare l’impatto che questo tipo di approccio sessuale può avere sui più giovani visto che la “sveltina” è stata associata dai dati raccolti ad uno stato di disagio psicologico, in molti casi dagli stessi interrogati.

Fonte | JSR

Photo Credit | Thinkstock

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