Falso pediatra cura bambini per dieci anni

di Valentina Cervelli 0

Cosa pensereste se veniste a scoprire che il vostro bambino è stato seguito da un falso pediatra? E’ quello che stanno cercando di capire i genitori di Monteprandone, un paesino in provincia di Ascoli Piceno di circa 12mila abitanti dove, negli ultimi dieci anni, neonati e bambini sono stati curati da un falso professionista. Quello vero, si era trasferito da tempo negli Stati Uniti.

Una vera e propria truffa, perpetrata ai danni dello stato e dei pazienti da parte del titolare del posto, convenzionato con l’Asl, che un giorno del 2002 ha deciso di lasciare il suo posto ed esercitare la professione di anestesista neonatale negli Stati Uniti in una clinica americana. Niente di male se non avesse appositamente dimenticato di avvertire l’azienda sanitaria regionale e non avesse affidato lo studio ad un sostituto che sebbene laureato in medicina (per fortuna, N.d.R.) non avesse assolutamente la specializzazione in pediatria.

Per dieci anni questo medico ha gestito lo studio in modo esclusivo e senza che alcun controllo venisse eseguito, curando centinaia di bambini per le patologie più disparate. Il pediatra titolare, ormai negli Stati Uniti, ha percepito per tutto questo tempo 6.500 euro al mese di cui 3mila andavano esentasse al suo “sostituto” che con savoir affaire ed una certa conoscenza ha ingannato i propri pazienti.

Il caso è stato scoperto dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Ascoli Piceno, attraverso un’indagine amministrativa condotta dal Nucleo di polizia tributaria. Gli inquirenti hanno incominciato ad insospettirsi quando alcune sostituzioni tra i due sono risultate prive di giustificazioni e altre supportate da certificati medici, addirittura inviati dagli Stati Uniti. Tutti certificati che per dieci anni hanno coperto assenze non superiori a trenta giorni. E’ infatti questo il limite stabilito in ambito sanitario per la Asl al fine di nominare un sostituto pediatra in grado di percepire l’intero emolumento mensile.  L’azienda regionale e le forze dell’ordine sono ora impegnata a capire se vi sia un interno della Asl che ha coperto l’intera situazione finora.

Asur-Azienda Sanitaria Unica Regionale Marche

Photo Credit | Thinkstock

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