L’uomo che non prova emozioni, la storia di Caleb

di Valentina Cervelli Commenta

Caleb è un uomo che non prova emozioni. Ma non si tratta di un problema di inaffettività ma di una vera e propria malattia, conosciuta sotto il nome di alexitimia. Scopriamo più nello specifico la sua storia e come sia giunto ad una diagnosi.

Per dare una idea di quanto questa patologia praticamente sconosciuta abbia influenzato la vita dell’uomo di cui stiamo parlando, basta dire che anche al momento nella nascita di suoi figlio l’uomo non ha provato nulla. Ed è lui stesso a raccontarlo. L’alexitimia (o alessitimia), è una sindrome il cui sintomo principale è essenzialmente descritto come “cecità emotiva”. Il primo caso è stato registrato nel 1972 e inizialmente si pensò che si trattasse solamente di un problema linguistico: le persone provavano emozioni ma non erano in grado di esprimerle a causa del blocco comunicativo tra le due aree cerebrali. Il tutto era stato “comprovato” per gli scienziati dal fatto che i pazienti curati per epilessia in modo chirurgico sperimentava sì un calo degli attacchi ma anche l’incapacità di descrivere i sentimenti proprio perché veniva eseguito un taglio fisico dei collegamenti dei due emisferi del cervello.

Con il passare del tempo la medicina va avanti e quindi l’approccio alle malattie cambia: ora si conoscono diverse tipologie di alexitimia: in alcuni casi vi è il problema di non riuscire ad esprimere le emozioni e in altri, come quello di Caleb non si è coscienti di quel che si sente. Non solo: sono stati trovati collegamenti con malattie psichiatriche come autismo, schizofrenia e disordini alimentari. Per ciò che concerne l’uomo la situazione è ancor più particolare perché non è affetto da nessuna di queste patologie.

Ma curiosamente, prova in corrispondenza di quelle che dovrebbero essere le emozioni provate, delle sensazioni fisiche molto forti. Un esempio? Lontano dalla sua famiglia, quando dovrebbe provare malinconia o tristezza, sperimenta fisicamente pressione e stress. Motivazione per la quale, grazie ad un terapeuta, sta imparando ad associare le diverse reazioni fisiche che il suo corpo gli mette a disposizione con quelle che dovrebbero essere le sue emozioni.

Photo Credits | Deslife / Shutterstock.com

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