Rifiuti tossici sotto un campo di cavoli: terra dei roghi (VIDEO)

di Cinzia Iannaccio 1

 Rifiuti tossici speciali ed altamente pericolosi, a tal punto che i guanti degli operatori della Guardia forestale si sono sciolti al contatto. Il tutto sotto ad un campo coltivato a broccoli, cavolfiori e finocchi. Dove? A Caivano, nel triangolo della morte, nella terra dei fuochi, dei roghi tossici, in quella terra avvelenata a nord della provincia di Napoli e a Sud della Provincia di Caserta in cui si muore di tumore tre volte più che nel resto d’Italia.

E’ qui anche che sono aumentate le malattie della tiroide e le malformazioni fetali oltre che gli aborti spontanei. E’ da qui che si viene tutti quando ci si incontra nei reparti di oncologia del territorio e dove nei cimiteri servono nuovi spazi: troppi morti. Tanti bambini. Benché le istituzioni sanitarie italiane, consapevoli dei dati oncologici, affermino che non è stata ancora provata una correlazione tra questi decessi per cancro e gli sversamenti e roghi tossici, il dato è evidente. Il neo ministro per l’Ambiente Andrea Orlando, in un incontro recente si è scusato perché come politico, non si era reso conto di cosa avveniva in queste terre. Il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha risposto invece che il problema dell’alta incidenza dei tumori dipendeva dagli stili di vita. Imbarazzante. Fortemente contestata ha annunciato che sarà avviata con l’Istituto Superiore di sanità una nuova indagine più approfondita.

Ma nel frattempo? Se pensiamo che solo ieri abbiamo parlato dell’ufficializzazione del nesso tra cancro ai polmoni e smog, grazie a dati appena pubblicati su Lancet Oncology, stiamo, freschi, o meglio, siamo morti. E non solo noi che viviamo nella terra dei fuochi, perché i nostri pomodori contaminati arrivano sulle tavole di mezza Italia. Il generale Sergio Costa, Comandante del Corpo forestale di Napoli, che interviene ogni giorno in un sequestro di terre avvelenate ha parlato di “Anticamera dell’Inferno”, durante un’intervista realizzata da Pino Ciociola per Avvenire, nel corso del sequestro del campo agricolo di cui vi parlavo in apertura. Eccola.

Avete capito bene: 7 ettari di campi di broccoli, cavolfiori e pomodori, per un totale di 200-300 metri cubi di rifiuti tossici pericolosi!

Per farvi avere un’idea vi cito i dati ufficializzati già da tempo in seguito all’analisi di un altro terreno (ben più piccolo) sequestrato nel novembre scorso, nella stessa zona, in cui i broccoli crescevano di uno strano giallo-oro. Sono state trovate quantità superiori alla norma di sicurezza delle seguenti sostanze:

+ 470% Antimonio

+ 300% Berillio

+350 piombo

+200% cadmio

+ 700% rame

+ 720 stagno

5% vanadio

400% zinco

170% Pbc

Si tratta di dati ufficializzati dalla Procura della Repubblica che sta analizzando anche gli alimenti. Per spiegare cosa sono queste sostanze, un paio di esempi ancora:

  • Antimonio: tossico. L’avvelenamento da antimonio è simile a quello da arsenico: in piccole quantità può provocare cefalea, stato confusionale e depressione, mentre in concentrazioni più elevate vomito e morte. In Europa esistono leggi restrittive circa la diffusione di questa sostanza nell’acqua.
  • Il berillio è una sostanza tossica riconosciuta come cancerogena (A1-ACGIH).

 

E’ chiaro che non stimao parlando di immondizia domestica come molti fanno ancora finta di credere, ma di rifiuti tossici industriali illegali. Oggi nel frattempo un importante passo avanti, la firma del cosiddetto “Patto per la Terra dei Fuochi” che da ufficialmente il via ad iniziative concrete per combattere questa piaga: una sinergia tra ministero dell’ambiente, enti locali e Curia. Non dimentichiamo l’impegno della Chiesa nella figura eccezionale di Don Maurizio Patriciello parroco di Caivano che da tempo si espone in prima persona contro i roghi tossici e che è riuscito anche a portare la questione a Bruxelles.

In quest’altra intervista il Comandante Costa spiega cosa è importante fare con urgenza e perché.

Per approfondire l’argomento leggi anche:

 

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