Gli hospice: conosciamo meglio queste strutture

di Valentina Cervelli 2

Vi sono dei casi in cui i malati terminali di cancro necessitano di una particolare assistenza e non possono essere seguiti in casa. E’ in quel momento che entrano in gioco gli hospice,  particolari strutture ospedaliere  spesso integrate all’interno dei nosocomi, nelle quali è possibile ricoverare i malati e condurli a una dolce morte.

Si tratta di strutture particolari, in grado di somministrare al paziente la stessa assistenza che riceverebbe in ospedale, con l’aggiunta di particolari terapie per il dolore, al fine di limitare al massimo la sofferenza.

Molto spesso infatti le patologie tumorali mettono così a dura prova il corpo umano, che il paziente a stento riesce a sopportare i dolori che lo affliggono. In quel caso, essendo impossibile un’assistenza continua di tipo medico, vi è necessità di ricorrere a soluzioni assistenziali che purtroppo non possono essere fornite al domicilio del malato.

All’interno dell’hospice il paziente viene seguito 24 ore su 24 da personale qualificato alla cura e all’assistenza dei malati di tumore: al bisogno vengono somministrate terapie, sempre frutto di analisi incrociate tra la situazione clinica del paziente e la sua condizione psicologica. Al fine di far vivere il malato nelle migliori delle condizioni viene data allo stesso la possibilità di vivere la degenza con un famigliare: all’interno della stanza del paziente non vi è infatti solo ciò che può far comodo allo stesso, ma anche delle strutture adeguate a fare sì che qualsiasi persona necessiti di stargli accanto, possa farlo comodamente.

Entrare in un hospice, non è semplice. I posti letto, rispetto alla media necessaria a livello nazionale, sono davvero esigui. Per questo, si può venire ammessi a questo tipo di assistenza solo se le condizioni generali dell’individuo rientrano in una determinata scala di valori messa a punto dal sistema sanitario nazionale. Questo perché, le strutture abilitate ad un’assistenza così totalitaria, nel nostro paese sono davvero poche. Fortunatamente, rispetto al passato, il trend sta cambiando: mai come ora lo Stato e le regioni stanno concentrando i loro sforzi nel garantire al malato oncologico una dignità non solo nel lottare e nel guarire, ma anche nel morire.

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