Il cervello? A proteggerlo ci pensa anche la lettura fatta per piacere. E’ questo ciò che suggerisce un recente studio in merito. Scopriamone di più insieme.

Leggere aiuta il cervello
Leggere un romanzo sul divano, lasciarsi coinvolgere da una storia prima di dormire o passare qualche ora con un libro in mano potrebbe essere molto più di un semplice passatempo. Secondo una recente revisione pubblicata su Psychological Medicine da ricercatori dell’Università di Cambridge, la lettura per piacere è associata a una migliore salute del cervello. E a un minore rischio di declino cognitivo e demenza.
Il lavoro ha esaminato diverse ricerche condotte nel corso degli anni, comprese indagini longitudinali, studi comportamentali e ricerche di neuroimaging. Nel complesso, i risultati indicano che le persone che dedicano tempo ad attività intellettualmente stimolanti, tra cui la lettura, tendono a conservare più a lungo alcune capacità cognitive e presentano un rischio inferiore di sviluppare demenza.
Ma perché leggere potrebbe essere utile al cervello? La risposta più semplice è che un libro obbliga la mente a lavorare. Quando seguiamo una trama dobbiamo ricordare personaggi e avvenimenti, mantenere l’attenzione, comprendere il significato delle parole e collegare informazioni diverse. La lettura coinvolge quindi numerose funzioni cognitive e, secondo le ricerche esaminate dagli studiosi, è collegata a differenze nell’attività e nella struttura di alcune aree cerebrali coinvolte nell’attenzione, nel controllo esecutivo, nelle emozioni e nella comprensione sociale.
Diversi benefici legati a tale attività

I possibili benefici non sembrano però limitarsi alla memoria. Gli studi considerati indicano un’associazione tra lettura, minore stress, maggiore benessere, maggiore empatia e minore solitudine. Anche la dimensione sociale può avere un ruolo: partecipare a gruppi di lettura o discutere di libri con altre persone può favorire le relazioni e ridurre l’isolamento.
È importante, tuttavia, non trasformare questi risultati in una promessa medica. La ricerca non dimostra che leggere impedisca di sviluppare la demenza. Molti studi osservano infatti associazioni tra comportamenti e salute nel tempo, senza poter stabilire con certezza un rapporto diretto di causa ed effetto. Altri lavori recenti, comunque, hanno trovato associazioni simili tra attività cognitive nel tempo libero e un minore rischio di demenza.
Ecco quindi che leggere per piacere può essere un’abitudine piacevole che, oltre a offrire evasione e conoscenza, sembra accompagnarsi a diversi aspetti della salute mentale e cognitiva. Non serve necessariamente scegliere libri impegnativi, basta che ci piaccia leggerli. E trasformare qualche momento della giornata in tempo dedicato a un buon libro potrebbe essere un piccolo investimento quotidiano per mantenere la mente attiva nel corso degli anni.