E lo smog manda il cervello in fumo….

di liulai 2

Niente è al riparo dai gas di scarico delle auto! Polmoni, cuore e ora anche cervello: lo smog danneggia infatti l’attività cerebrale. Rischia chi vive nelle metropoli. La scoperta è dello studioso Paul Borm dell’Università olandese di Zuyd, che ha monitorato con l’elettroencefalogramma l’attività cerebrale di un gruppo di volontari esposti a livelli di inquinamento atmosferico simili a quelli respirabili normalmente nel traffico cittadino delle ore di punta.

Borm ha scoperto che lo smog altera l’attività già dopo mezz’ora. Non solo: il danno aumenta se cresce il tempo trascorso nel traffico. Secondo quanto riferito sulla rivista Particle and Fibre Toxicology, il cervello reagisce all’inquinamento come in risposta allo stress e gli effetti perdurano anche nelle ore successive all’ esposizione.

Crediamo – hanno concluso gli autori del lavoro – che questi effetti siano in gran parte determinati dalle particelle fuligginose presenti nelle emissioni dei motori diesel“. Durante l’ esperimento i ricercatori hanno ricreato due ambienti ben distinti: uno con aria pulita e l’altro piena di aria satura di smog. Dopo solo 30 minuti i volontari chiusi nella stanza satura di gas di scarico hanno cominciato ad evidenziare segnali di stress; tuttavia i segnali di malessere sono durati anche nelle ore seguenti in cui i volontari non erano sotto l’effetto dei gas inquinanti.


Cosa ci indica quindi questo studio? Possiamo solo immaginare – spiega il capo dei ricercatori Paul Borm – cosa questi effetti possono significare quando si tratta di esposizione cronica all’inquinamento atmosferico in città dove i livelli di particelle di fuliggine può essere molto elevato“.

Il fatto che il cervello reagisca quando si confronta con un nuovo odore non è del tutto sorprendente, avverte Ken Donaldson, professore di tossicologia respiratoria all’Università di EdimburgoE potrebbe non essere necessariamente negativo. Ma queste modifiche – ammette – non sono ancora studiate sul lungo termine, quindi questo studio puo’ essere molto importante“.

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