Egitto: ospedali da campo in metropolitana, scarseggiano i medicinali

di Cinzia Iannaccio 0


Egitto. Più di 150 morti ed un numero imprecisato di feriti. La situazione ieri a Il Cairo è ulteriormente precipitata. Le manifestazioni e gli scontri di piazza sono diventati una vera guerriglia urbana tra forze governative ed oppositori. Al centro, famiglie comuni che fino a pochi giorni fa avevano una vita normale: casa, ufficio, scuola, tempo libero e di sicuro terapie mediche, farmacologiche o riabilitative. Pensiamo a chi deve fare dialisi, o a chi deve sottoporsi a chemioterapia e per arrivare alla struttura di interesse deve passare nelle zone degli scontri! La normalità non c’è più. E’ difficile capire in queste ore quale sia la situazione negli ospedali, negli ambulatori, nelle farmacie, anche a causa della caccia allo straniero e ai giornalisti in primis. Ma alcune importanti immagini e testimonianze sono comunque arrivate.

Un medico racconta di aver curato numerosi feriti nella metropolitana di Piazza Tahrir (il luogo in cui ieri si sono concentrati gli scontri) trasformata in un pronto soccorso da campo, senza farmaci adeguati ne materiali sterili. Nel video che segue, una testimonianza raccolta da Euronews.



Solo nella giornata di ieri si parla di un minimo di 30 morti e circa 800 feriti. Channel 4 racconta di ulteriori punti di soccorso di fortuna nelle strade adiacenti la piazza, ma anche di carenza di donazioni di sangue in tutti gli ospedali della Capitale. Non solo, secondo un testimone, mancherebbero in questi ospedali da campo anche le attrezzature mediche basilari per le cure, anche di ferite da arma da fuoco. E’ difficile superare i blocchi per portare questo materiale a destinazione. Nella giornata di ieri è stato arrestato anche un operatore umanitario di Amnesty International.  Le stesse scene drammatiche da giorni si vedono in varie zone della città, anche nelle Moschee. Gli Ospedali veri e propri sono al collasso: saccheggiati,  non riescono a gestire l’alto numero dei feriti, ma rappresentano anche un luogo d’incontro, di ricerca di un amico scomparso, perso tra la folla. E’ lì, nei corridoi o negli obitori che si vede un altro dramma, oltre quello delle strade.

Tutto ciò mi spaventa, mi crea uno stato di ansia, di approssimazione. E’ l’esempio che in un attimo tutto può cambiare: la luce della civiltà e della democrazia si spengono ed arriva il buio della violenza.

[Fonti: Channel 4; Euronews]

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