Giappone: terremoto e tsunami i soccorsi oltre le radiazioni

di Cinzia Iannaccio Commenta

 Il rischio nucleare sembra avere oscurato il violento dramma originale, quello del terremoto e dello tsunami conseguente. Le immagini che abbiamo visto nei giorni scorsi superano anche l’immaginazione del miglior film di effetti speciali del filone catastrofista che tanto piace agli americani. Eppure in silenzio ed in modo composto, i giapponesi continuano a raccogliere feriti e cadaveri sotto le macerie. Finora si contano ufficialmente circa 7.000 morti, ma il numero dei dispersi è ancora molto, troppo alto. In supporto del governo giapponese anche la Ong Medici Senza Frontiere,  arrivata sul luogo del disastro sin dalle prime ore. Eric Ouannes, Direttore Generale di Msf Giappone spiega le condizioni di salute dei sopravvissuti.

“ Le principali criticità nei centri di evacuazione che abbiamo visitato, riguardano gli anziani con malattie croniche che hanno interrotto le cure abituali, ma stiamo cercando di risolvere. Sono persone affette da ipertensione, diabete, disfunzioni cardiache. Ma abbiamo riscontrato anche alcuni casi di ipotermia e  disidratazione. Fortunatamente si tratta di pochi casi considerato il vasto numero di persone sfollate”.

Il freddo comincia a farsi sentire e la popolazione più vulnerabile, anziani e bambini iniziano a soffrire anche della carenza di cibo e di acqua.

“In questa fase comunque non possiamo parlare di crisi umanitaria perché i bisogni più urgenti vengono soddisfatti. Molti ospedali nelle aree colpite funzionano ancora, è possibile ricoverare malati e feriti, i farmaci ed i medici non mancano per il momento. Esistono delle lacune, che stimo cercando di colmarle”.

E la centrale di Fukushima? Msf è anche lì.

“Stiamo monitorando la situazione: grazie all’utilizzo di  radiometri misuriamo le radiazioni su ogni nostro operatore umanitario presente nella zona, che evacueremo nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare. Verifichiamo il tutto anche confrontando i dati con varie agenzie governative e non. La risposta al nucleare è però competenza del governo giapponese” conclude il Direttore di MSF.

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[Fonte: Msf]

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