Mal di piedi, un aiuto dal foot filler

di Tippi Commenta

Con l’estate arriva la voglia di alleggerirsi e di indossare scarpe aperte, magari con i tacchi. Per molte, però, si tratta di un vero e proprio calvario… il mal di piedi o più precisamente metatarsalgia, è difatti uno dei dolori più diffusi, soprattutto dopo i 40 anni. Una soluzione potrebbe essere il foot filler, un trattamento mini-invasivo­ che elimina o riduce sensibilmente la sintomatologia dolorosa. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Il cosiddetto mal di piedi è una condizione caratterizzata dal intensi dolori intermittenti e bruciori, con una ridotta funzionalità e sensibilità dell’avampiede e delle dita. Nella fase acuta anche il semplice camminare può risultare impossibile. Quasi sempre, quando la sintomatologia dolorosa interessa la parte anteriore del piede (metatarso) la causa è da addebitare alle calzature. L’abitudine di portare i tacchi alti, infatti, provoca un carico eccessivo solo su una porzione del piede.

Grazie al foot filler, una pratica che in Italia comincia ad essere molto richiesta, è possibile ripristinare le condizioni di normalità del piede eliminando questi fastidiosi dolori. Si tratta di una tecnica medica ambulatoriale non chirurgica, che mira a rinforzare la pianta del piede. Come spiega il dottor Alfredo Borriello, direttore dell’Unità operativa di chirurgia plastica all’ospedale Pellegrini di Napoli:

Il piccolo intervento consiste nell’iniettare sotto la pianta del piede dell’acido ialuronico macromolecolare che consente di creare dei cuscinetti artificiali che “ammortizzano” il dolore provocato dalle altezze vertiginose. L’intervento dura circa 20 minuti e elimina subito la sensazione di bruciore comunemente associata ai tacchi alti.

Il trattamento non richiede l’anestesia preliminare, né tempi di riposo. Il paziente, infatti, può subito tornare a svolgere le normali attività quotidiane. Si può effettuare su un piede solo o su entrambi. Il costo parte dai 600 euro. L’unico neo, è che l’effetto non è permanente. Dopo 9 mesi, infatti, i cuscinetti si riassorbono.

Photo Credit| Thinkstock

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