Lavaggi nasali per bambini, neonati e adulti (foto)

di Cinzia Iannaccio Commenta

I lavaggi nasali sono spesso consigliati dai pediatri per i neonati ed i bambini molto piccoli, perché non sono in grado di soffiarsi il naso da soli e dunque far uscire il muco che tende a stagnare nelle narici e dunque nelle alte vie respiratorie. Questa metodica è però utile anche per gli adulti, grazie alle proprietà delle sostanze che si possono utilizzare e alla capacità delle stesse di fluidificare al meglio anche il catarro. Le indicazioni sono quelle che riguardano tutte le congestioni dei seni nasali: raffreddore o influenza, rinite allergica, o più in generale la sinusite, sia essa cronica, ricorrente o acuta. Sono utili anche per umidificare le narici in caso di aria secca. Ma vediamo nel dettaglio.

Lavaggi nasali con soluzione fisiologica

Questa pratica può essere fatta con diverse soluzioni liquide. La più indicata e consigliata dai pediatri è sicuramente l’acqua fisiologica. Si può acquistare in farmacia in piccoli flaconcini monodose oppure fare da se con l’ausilio di una siringa. I flaconcini sono estremamente costosi, se si considera il raffronto con la tradizionale boccia della medesima sostanza, ma sono più igienici proprio perché da utilizzare in un’unica occasione e già dosati. Non tutti ritengono però che tale praticità valga la differenza di costo. Basta prestare attenzione a con contaminare l’acqua fisiologica del flacone grande e cambiare la siringa che si utilizza di volta in volta.

Lavaggi nasali con acqua e sale

Lo stesso discorso si può fare per le soluzioni saline (il sale disinfetta), ma in tal caso occorre prestare maggiori attenzioni: l’acqua di base deve sempre essere sterile e distillata. Si può usare quella del rubinetto, lasciandola bollire per alcuni muniti, poi raffreddare, filtrare ed infine conservare in un contenitore igienicamente adeguato. Impresa meno semplice di quanto non sembri, così come l’aggiunta del sale: in 500 cc di acqua sterile si può sciogliere mezzo cucchiaino di sale da cucina con l’aggiunta della medesima quantità di bicarbonato. Una volta raffreddato il tutto si può utilizzare. In genere, avvisano dalla FDA (Food and Drug Administration) statunitense  però queste pratiche seppur eliminano batteri e virus possono lasciar sopravvivere amebe ed altri microrganismi pericolosi presenti nell’acqua di rubinetto. In commercio esistono flaconcini onerosi, ma già pronti di acqua di mare sterile. Un’altra alternativa sono le boccettine di acqua sulfurea, come la nota acqua di Sirmione, anch’esse già pronte per le irrigazioni nasali, sotto forma di nebulizzatori a pressione.

I lavaggi nasali yoga

L’irrigazione nasale è una pratica molto antica, che con particolari caratteristiche nasce e si tramanda nella cultura yoga: si chiama jala neti e consiste nel praticare il lavaggio dei seni nasali attraverso uno strumento simile ad una teiera, che fa passare l’acqua da una narice all’altra tenendo la testa piegata lateralmente. La particolarità sta nel fatto che lo jala neti viene praticato quotidianamente, come il lavaggio dei denti e del viso, in forma di prevenzione prima ancora che di terapia. Lo strumento utilizzato (la simil teiera per intenderci) si chiama lota neti.

I lavaggi nasali sono sicuri?

La FDA (Food and Drug Administration) statunitense ha di recente messo in allarme sul corretto utilizzo di questo dispositivo e di tutti gli altri con il medesimo scopo della doccia nasale o l’aerosolterapia, soprattutto per ciò che riguarda la sterilizzazione e la pulizia: non sempre nei foglietti illustrativi si trovano le adeguate informazioni.Vanno smontati lavati, e sterilizzati con regolarità. Non si può rischiare di trasmettere attraverso un’irrigazione virus e batteri! Dunque prima di ogni lavaggio è importante lavarsi le mani, verificare che lo strumento sia ben asciutto e pulito, inserire il liquido secondo le indicazioni del produttore e lavare ed igienizzare dopo l’utilizzo avendo cura di asciugare il tutto con un panno pulito.

Lavaggi nasali, quante volte e come fare

La procedura cambia  a seconda del dispositivo che si usa, ma in genere ci si può sistemare in prossimità di un lavandino, piegare la testa su un lato (onde evitare che il liquido vada in gola, ma se accade non è un problema) per poi irrigare o spruzzare la narice più alta. Dopodiché ci si può soffiare il naso (o nei neonati si può aspirare). Il tutto a seconda dei casi, anche tre o quattro volte al giorno o quando serve per favorire una migliore respirazione.

I sintomi di un errato utilizzo dei lavaggi nasali

Febbre, epistassi e mal di testa dopo una doccia nasale o una serie di queste, deve indurre a parlare con il medico.

Foto: Thinkstock

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