Aderenza addominale sintomi e cause

di Cinzia Iannaccio Commenta

Cosa si intende con il termine aderenza addominale? Perchè sono particolarmente comuni le aderenze intestinali e quelle all’utero? Quali sono i sintomi e le cause specifiche? Scopriamo insieme la risposta a tutti questi quesiti.

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Cos’è un’aderenza addominale e quali sono le cause

Con il termine “aderenza” in medicina si indica una fascia di tessuto cicatriziale che unisce due parti altrimenti saparate (ad esempio la parete dell’intestino in un determinato punto). Le cause per cui si forma, nell’addome o in aree ginecologiche/pelviche vanno ricercate essenzialmente in un pregresso intervento chirurgico o ad altri danni del tessuto. Quando ci si ferisce o si subisce un’operazione, sia all’interno che all’esterno del corpo umano, si attiva un fisiologico processo di guarigione del tessuto: la fibrina va a ricoprire il tessuto danneggiato fungendo da colla per sigillare la ferita. Può capitare però che questa sostanza si sviluppi in modo eccessivo e che vada oltre la lesione iniziale, arrivando a depositarsi anche su tessuti vicini, di fatto incollandoli. Di solito a regolarne le quantità c’è un complesso sistema di enzimi, che nei tessuti cicatriziali però può essere incompleto e un’aderenza diventa frutto di un mancato equilibrio tra tutte le cellule che concorrono alla riparazione, compresi i fibroblasti ed i macrofagi che producono sostanze come il collagene che di fatto rendono la nuova struttura permanente. Non è però solo una questione di quantità di fibrina e collagene: il processo di guarigione innescato può proseguire (erroneamente) oltre il necessario e quindi il tessuto cicatriziale può continuare a crescrere, creando per l’appunto un’altro dipo di aderenza. Quando queste situazioni si verificano all’altezza dell’addome si parla di aderenze addominali. In altri casi ad esempio nel post cesareo si possono avere quelle definite aderenze pelviche o ginecologiche o all’utero.

La causa più frequente di aderenze addominali è l’intervento chirurgico: incisioni, disidratazione dei tessuti o degli organi, contatto con corpi estranei o il sangue non adeguatamente rimosso durante o dopo l’operazione. Quasi tutte le aderenze post-operatorie sono addominali: è un’area particolarmente soggetta ad interventi e particolarmente senzibile allo sviluppo di queste problematiche per caratteristiche fisiologiche. Vi sono poi cause non chirurgiche, ricollegabili ad altri danni tissutali dovuti ad esempio alla rottura dell’appendice, alla radioterapia o ad infezioni ginecologiche violente e non trattate. Anche l’endometriosi può provocare delle aderenze, ma in questo caso non si tratta di un tessuto cicatriziale bensì di cellule dellendometrio che si riproducono in modo anomalo in un ambiente non consono.

 

Aderenze addominali, i sintomi

Di per se stessa un’aderenza addominale non comporta sintomi specifici, che invece si possono avere in caso di sue complicanze (frequenti). Il dolore è il campanello d’allarme più ricorrente in questi casi. In un apparato gastrointestiale normale, indenne da aderenze il passaggio del cibo, dei liquidi, delle feci e gas avviene liberamente e fluidamente. In presenza di aderenze, questo passaggio può essere bloccato o anche solo disturbato, perché un’ansa intestinale può essere ristretta, o attaccata ad altri organi o alla stessa parete addominale. Subentrano dunque i sintomi di un’ostruzione intestinale con

  • Dolore
  • Coliche
  • Distensione addominale
  • Possibile riduzione delle feci (stitichezza) o in alternativa diarrea
  • Nausea
  • Vomito
  • Flatulenza

 

Non sempre si manifestano questi disturbi e certamente il piùù delle volte non tutti insieme. Laddove ci sono possono peggiorare dopo i pasti, adesioni delle anse intestinali inoltre si identificano per un aumento del dolore durante l’esercizio fisico o lo stretching, che in quelle epatiche invece si mafifesta duante l’inspirazione e l’espirazione profonda. Solitamente questi sintomi possono essere tenuti sotto controllo. Laddove però siano invalidanti è opportuno rivolgersi al proprio medico curante: possono essere trattate le aderenze addominali, anche se non sempre si tratta di un’esperienza semplice.

 

 

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