Congestione digestiva, sintomi e rimedi

di Cinzia Iannaccio 23

 E’ da quando sono bambina che sento parlare di congestione se bevo l’acqua troppo ghiacciata ed in fretta o se faccio il bagno in mare troppo presto dopo aver mangiato ed ora che sono mamma mi ritrovo a fare gli stessi discorsi con i miei figli. Visto il caldo di queste ore è il caso di fare un ripasso generale sull’argomento per capire bene cos’è la congestione, quali sono i primi sintomi e soprattutto cosa fare per evitare che il problema diventi grave.

Cos’è la congestione

Come è facile evincere, con il termine congestione si indica un affollamento, un accumulo di qualcosa tale da provocare un blocco: avviene nel traffico ma anche all’interno del nostro organismo in caso di congestione digestiva che sviluppa un vero e proprio blocco intestinale. L’esempio classico è quello del bagno al mare. Quando si mangia (soprattutto se si abbonda nelle quantità) l’organismo deve fare un certo sforzo per dare il via e portare a termine la digestione, a tal punto che si alza anche un pochino la temperatura corporea (è per questo che non si misura mai la febbre dopo mangiato).

Se ci si tuffa in mare a digestione iniziata (o si accende il condizionatore ad una temperatura troppo bassa, o anche se d’inverno, subito dopo cena si esce a fare una passeggiata al freddo senza la dovuta copertura), l’organismo in seguito al brusco abbassamento della temperatura tende automaticamente a riequilibrare questa, provocando un mancato apporto di risorse energetiche all’apparato digerente che a quel punto si ferma: da qui il blocco intestinale da freddo, o congestione di stomaco o digestiva. Attenzione però perché il problema non è insito solo nel bagno al mare, ma anche nell’assunzione di bevande troppo fredde. In particolare nel sito del ministero della salute leggiamo la seguente definizione di congestione:

“La congestione è dovuta all’introduzione di bevande ghiacciate in un organismo surriscaldato, durante o subito dopo i pasti. L’eccessivo afflusso di sangue all’addome può rallentare o bloccare i processi digestivi”.

I sintomi della congestione digestiva

I sintomi compaiono in genere nell’arco di pochi minuti e sono ricollegabili a disturbi intestinali di varia natura, simili essenzialmente all’indigestione: mal di stomaco e bruciore, dolore addominale, senso di nausea se non addirittura vomito e gas intestinale. A questi si abbinano altri problemi: dolore al torace, sudorazione, vertigini, vista annebbiata, mal di testa, debolezza anche grave con senso di svenimento. Per tali motivi fare il bagno al mare in piena digestione rappresenta un rischio importante in caso di congestione: perché può capitare di non riuscire più a nuotare  e tornare a riva se ci si è allontanati troppo. La cronaca di ogni anno ci segnala molte vittime in tal senso, fermo restando che una congestione addominale può essere molto pericolosa anche fuori dall’acqua.

Prevenire la congestione di stomaco

Prevenire come sempre è meglio che curare e la prima regola da seguire è quella di evitare il bagno nell’acqua molto fredda (o la doccia gelida) per almeno due ore. Questa tempistica di attesa è molto controversa: effettivamente dipende da cosa si mangia e dal singolo individuo (c’è chi ha una digestione lenta e chi l’ha più veloce ad esempio), ma in genere aspettare non guasta. In alternativa si può mangiare direttamente in acqua (in modo da non provocare lo sbalzo termico di cui sopra), ma soprattutto con i bambini, personalmente non rischio: un po di ombra soprattutto nelle ore di punta (come quelle del pranzo) è sempre meglio,anche per evitare il colpo di calore. E’ buona norma inoltre evitare rapide entrate in acqua dopo una lunga esposizione al caldo, meglio bagnarsi con gradualità, a prescindere dai pasti. Attenzione però perché, come dicevamo, una congestione può essere provocata anche dall’assunzione di una bibita troppo fredda. Non fate inoltre come la sottoscritta che ha preso dal bar tante bevande ghiacciate da portare in spiaggia e per il trasporto le ha appoggiate sopra la pancia: anche questo provoca una congestione e vi garantisco che non è un’esperienza piacevole!

Rimedi per la congestione e cosa fare nell’immediato

I sintomi sopra enunciati della congestione intestinale sono riconducibili anche a colpo di calore e/o insolazione. E’ quindi spesso opportuno chiamare i soccorsi: (se vi rivolgete al 118 ricordate di dare bene le indicazioni per raggiungere la vostra spiaggia, nel caso vi troviate al mare); nel frattempo è bene mettere il paziente all’ombra, in un’area ventilata, disteso in posizione supina, meglio se con le gambe alzate in modo da favorire l’adeguato afflusso di sangue. Lo sventurato congestionato andrà tamponato con acqua a temperatura ambiente (non ghiacciata) sulla fronte e sui polsi ed invitato a bere a piccoli sorsi acqua e zucchero. La pancia va tenuta calda.

Foto: Thinkstock

 

Commenti (23)

  1. siccome siamo su un sito che si avvale della parola medicina,vorrei fossero citate le fonti,intendo la letteratura,da cui è stato estrapolato questo articolo.sarebbe bene fare un distinguo tra evidenza scientifica e consigli della nonna.ad oggi la sola ricerca effettuata nell’ambito medico arriva dagli stati uniti ed afferma esattamente il contrario:tra gli annegamenti vi e una netta preponderanza di persone che si bagnano a stomaco vuoto,le cose cambiano invece per chi entra in acqua dopo l’assunzione di alcool.

    1. @marco: L’articolo è stato estrapolato da varie fonti, come il Ministero della salute ben citato. Non è certo frutto della fantasia della nonna l’innalzamento della temperatura cororea in fase di digestione, e neppure un'”evidenza scientifica”, ma un fatto. Qui inoltre se ha letto bene si parla di congestione e non di annegamento.

      Cito: “I sintomi della congestione digestiva

      I sintomi compaiono in genere nell’arco di pochi minuti e sono ricollegabili a disturbi intestinali di varia natura, simili essenzialmente all’indigestione: mal di stomaco e bruciore, dolore addominale, senso di nausea se non addirittura vomito e gas intestinale. A questi si abbinano altri problemi: dolore al torace, sudorazione, vertigini, vista annebbiata, mal di testa, debolezza anche grave con senso di svenimento. Per tali motivi fare il bagno al mare in piena digestione rappresenta un rischio importante in caso di congestione: perché può capitare di non riuscire più a nuotare e tornare a riva se ci si è allontanati troppo. La cronaca di ogni anno ci segnala molte vittime in tal senso, fermo restando che una congestione addominale può essere molto pericolosa anche fuori dall’acqua.”

      Ovvero certi sintomi possono rappresentare un RISCHIO (diverso da CERTEZZA) se ssi fa il bagno in mare; MOLTE VITTIME non significa la maggior parte dei decessi per annegamento;…e siccome si parla di congestione e non di annegamento si ribadisce: LA CONGESTIONE ADDOMINALE PU0′ essere molto pericolosa anche fuori dall’acqua.

      IL BAGNO E LE DUE ORE di attesa dal pasto?

      Cito nuovamente: “Prevenire la congestione di stomaco

      Prevenire come sempre è meglio che curare e la prima regola da seguire è quella di evitare il bagno nell’acqua molto fredda (o la doccia gelida) per almeno due ore. Questa tempistica di attesa è molto controversa: effettivamente dipende da cosa si mangia e dal singolo individuo (c’è chi ha una digestione lenta e chi l’ha più veloce ad esempio), ma in genere aspettare non guasta. In alternativa si può mangiare direttamente in acqua (in modo da non provocare lo sbalzo termico di cui sopra), ma soprattutto con i bambini, personalmente non rischio: un po di ombra soprattutto nelle ore di punta (come quelle del pranzo) è sempre meglio,anche per evitare il colpo di calore. E’ buona norma inoltre evitare rapide entrate in acqua dopo una lunga esposizione al caldo, meglio bagnarsi con gradualità, a prescindere dai pasti. Attenzione però perché, come dicevamo, una congestione può essere provocata anche dall’assunzione di una bibita troppo fredda. Non fate inoltre come la sottoscritta che ha preso dal bar tante bevande ghiacciate da portare in spiaggia e per il trasporto le ha appoggiate sopra la pancia: anche questo provoca una congestione e vi garantisco che non è un’esperienza piacevole!”

      LA TEMPISTICA E? CONTROVERSA, ALTERNATIVE MANGIANDO IN ACQUA O LEGGERO, ecc…..

      Dove è che si afferma che gli annegamenti sono in preponderanza a stomaco pieno?

      Concordo pienamente con l’assunzione di alcool, che favorisce anche il colpo di calore e l’insolazione e che per altri ulteriori fattori può provocare annegamento. Ma, ribadisco, in questo post si parla di Congestione digestiva.

    2. in letteratura medica non esiste la patologia ‘congestione digestiva”congestione intestinale’ecc la invito a consultare i manuali d’urgenza.un eventuale riprova del fatto che si tratti di leggende metropolitane tutte italiane può averla consultando anche solo un amico che viva all’estero.

    3. grazie per i suggerimenti. La invito però a consultare “il seo” per comprendere anche come google suggerisca in relazione alla parola congestione il termine correlato digestiva segno inequivocabile che i due termini sono “cercati”…..da circa 22.000 persone sicuramente ignoranti e senza un amico all’estero che come me cercano su google la parola Congestione digestiva. Ma data la sua preparazione, sicuramente migliore della mia, per aver lett e studiato i manuali di urgenza, accetto di aver scritto una leggenda metropolitana suggerita dal ministero della salute, come già descritto nel post e nella mia precwdente risposta. Grazie;=)) con simpatia

    4. Ahahaaa… Bella risposta

    5. Questa risposta è ridicola, o meglio non risponde un tubo. Citare fonti scientifiche please. E il ministero della salute non è una fonte scientifica.

    6. Amen. Anchio vorrei vedere i fonti/studi che sostegono la tesi del articolo.

    7. Grazie, Marco. I discorsi vaghi che si fanno su ‘congestioni’ e ‘colpi d’aria’ mi fanno solo sorridere, come a chiunque abbia una preparazione scientifica.

    8. Qui si sentono tutti dottori…ma poi ti manderebbero a fare il bagno in acqua fredda dopo un pasto perché i quattr’occhi calati sui libri non hanno rilevato la patologia “congestione”. Coglionniiiiii!!! Dovreste essere adibiti alla raccolta dei pomodori o a mungere le vacche, altro che diventare bravi (?) medici!

  2. siete ridicoli entrambi

    1. @pilce: Grazie:-)

    2. Tu inveve sei un buffone a dire così.

  3. Dopo mangiato puoi avere una congestione anche lavandoti i capelli cn acqua tiepida?

    1. ma sei seria?

    2. Magari se ti fai un bidet ogni tanto dopo mangiato…tanto per levare quell’odorino sgradevole tra le gambe che sa tanto di mercato del pesce…che ne dici?

  4. Beh, l’articolo è ben scritto e si legge che è un piacere. Trovo le critiche immotivate ed è seccante, dopo aver dedicato tempo ed impegno a scrivere qualcosa ricevere una bocciatura sintomo di saccenza e non di preparazione.
    Non credo che questo sia un sito ‘scientifico’ ma piuttosto di divulgazione e, quindi, orientato ai non medici.
    Permesso questo, gradirei avere anche qualche info in più ad esempio come riconoscere l’inizio della digestione in se stessi e nei bambini,

  5. Guardi, questa favola della ‘congestione’ è una vera bufala. Mai in quattro anni di università, studiando anatomia e patofisiologia, ci hanno parlato di una ‘congestione’. Un pericolo del genere, cio’è un disagio fisico dovuto a sbalzi di temperatura e un eccessiva attività fisica subito dopo i pasti, potrebbe esistere per chi è già in uno stato di salute molto compromesso. Non in una persona che sta benone. Quando sento gli italiani parlare di questo vago disturbo di ‘congestione’, oppure i famosi ‘colpi d’aria’, sorrido. E penso a mia nonna. E agli Americani che continuano a bere bibite con ghiaccio ogni giorno dell’anno, ignoti del pericolo. Mettete anche l’aria condizionata che fannao andare a tutta birra dovunque si va….dovrebbero essere tutti morti stecchiti, caspita. Giusto?

    1. Studi medicina? Vergognati. Quindi tu faredti il bagno in acqua fredda immediatamente dopo un pasto? Ecco un praticante mala-sanitario. Vergogna.

    2. allora torni a studiare xkè io non ho gravi problemi di salute e ieri sera x un bicchiere d’acqua ghiacciato stavo x rimetterci la vita ed ancora adesso sto male!! I libri ti danno delle nozioni ma si ricordi che la vita è un’altra cosa, ogni corpo reagisce a suo modo, complici vari fattori. Sappia solo che per essere in grado di svolgere un lavoro bene, soprattutto se deve aiutare il prossimo, bisogna essere umili e porsi sempre domande, la presunzione di un pezzo di carta non ti fa arrivare da nessuna parte, quel pezzo di carta può prenderlo chiunque, ma pochi fanno la differenza!

  6. Invito ad apprendere il significato della parola “congestione” da un dizionario di medicina”

    “CONGESTIONE: Aumento della quantità di sangue in un organo o in una parte del corpo: può derivare sia da maggiore afflusso di sangue arterioso (iperemia attiva) in seguito a vasodilatazione, sia da minore deflusso di sangue venoso (iperemia passiva) in seguito a stasi. In condizioni normali, durante la maggiore attività di un organo o di un apparato, si può avere una sua moderata c. (così la c. del tubo digerente durante la digestione, quella dell’utero in fase premestruale).

    Congestioni patologiche. Quelle che fanno parte integrante del processo infiammatorio (c. del polmone nella prima fase di una polmonite), quelle secondarie a disturbi dell’innervazione vasomotoria (come nelle paresi e paralisi del simpatico), e quelle connesse a un ostacolo del deflusso venoso. L’organo congesto è turgido, di colorito rosso vivo nell’iperemia attiva, cianotico nella stasi.” [Dizionario di Medicina Treccani (2010)]

    Per quanto “congestione” faccia rima con “indigestione” non c’è alcun nesso tra le due cose. È in fondo vero che un’esposizione ad ambienti freddi provochi un aumento dell’afflusso di sangue agli organi interni, specialmente se associata ad una loro maggiore attività (quindi sì, una congestione dell’apparato digerente) ma non è stato affatto chiarito come questo produca un blocco intestinale.
    Inoltre: le tre ore di cui si parla sempre sono il tempo che il cibo permane nello stomaco, mentre per la vera parte laboriosa, ovvero l’attraversamento dell’intestino affinché i nutrienti vengano assorbiti dal sangue, occorre assai più tempo.

    In molti paesi la pratica di aspettare dopo ai pasti è totalmente sconosciuta, mentre in altri, dove pure è presa in considerazione, non è mai associata al rischio di “congestione/indigestione” (immagino quindi che la diceria italiana abbia origini, per così dire, “linguistiche”), quello che invece si paventa sempre è una maggiore probabilità di subire crampi muscolari che impedirebbero di nuotare.

    Saluti

    1. Ma lascia perdere…non sprecare tempo e fiato a spiegare cos’è una congestione a questi fancazzisti ignoranti!

  7. Stupidi italiani…io cerco di capire che cazzo ho da tre giorni e mi trovo a leggere solo gente che litiga…ma andate a fare in culo, ps un operaio semplice

  8. Ma chi ha scritto sta cosa? Ma lo sa che la congestione non esiste? esiste solo nelle credenze popolari italiane! non è mai morto nessuno per aver fatto il bagno dopo aver mangiato a causa di una “congestione” . Posso capire le nostre mamme o le nostre nonne, ma parlare ancora oggi di congestione nooooo

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